Google ci rende stupidi? I paradossi della tecnologia

Tostato da

bambini-e-internetNel luglio 2008, dalle pagine della rivista Atlantic Monthly, Nicholas Carr – esperto mondiale di temi legati alla tecnologia ed ex direttore della Harvard Business Review – lanciò al mondo un interrogativo apparentemente innocuo: “Google ci rende stupidi?”, nel quale sottolineava gli effetti “collaterali” che la rete avrebbe sulla mente umana.

Lo studioso ritorna alla ribalta con l’uscita del suo nuovo libro “The Shallows: How the Internet is Changing the Way We Think, Read and Remember”,nel quale l’autore ci racconta come il web sta cambiando il modo di pensare, di leggere e di ricordare, rendendoci superficiali. Si chiede, dunque, qual è il prezzo che dovrà pagare l’umanità per l’utilizzo di Internet.

Sembra una domanda banale, in quanto tutti, per motivi diversi, utilizziamo il pc e siamo connessi al web per un tempo che varia da un’ora a qualche ora o anche di più, per lavorare, per studiare, per passare il tempo, per comunicare, scrivere, informarsi. Sembra un quesito inutile da porsi, dato che, da più parti, è riconosciuta l’importanza dell’innovazione tecnologica, che, da sempre, migliora la vita dell’uomo, gliela rende più facile, maggiormente fruibile, che gli consente di avere più tempo a disposizione da dedicare ad altro.

Ma se Internet avesse davvero modificato il nostro modo di pensare? Se avesse davvero differenziato la funzionalità della nostra mente?

Giovanna Circiello

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