Terzigno, si aspettava Berlusconi ma arriva Bertolaso

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boscoreale-protesteIl problema rifiuti è reale, fin troppo, e qui a Napoli e provincia lo si vive ormai da troppo tempo.

Siamo tutti consapevoli del fatto che chi ha avuto la responsabilità di governare la Regione Campania, ma anche chi ha avuto il compito di vigilare su un corretto governo regionale, si è spesso disinteressato – per utilizzare un termine pulito – del benessere dei cittadini per pensare, troppo spesso, a quelli personali. A dispetto di quel che, invece, dovrebbe essere il compito della politica, che dovrebbe avere il compito – e utilizziamo il condizionale, perchè ogni tanto ci scoraggiamo anche noi e stentiamo a credere che si possa davvero ancora fare qualcosa – dovrebbe, dicevamo, avere il compito di utilizzare il potere allo scopo di migliorare la vita di tutti. E non solo di chi, quel potere, lo gestisce.

Noi non crediamo che Bertolaso avrà il potere di sistemare tutto con la bacchetta magica. In 10 giorni, poi. Ci sembrano troppo pochi, 1o giorni, per risolvere definitivamente – e con criterio – un problema che ha radici profondissime. Non pensiamo, inoltre, come il Presidente Berlusconi, che l’unico problema a Terzigno, Boscoreale e dintorni, sia solo quello dei “miasmi”, dei quali ha parlato in conferenza stampa a Palazzo Chigi, nei giorni scorsi, per annunciare che la discarica si farà e che il Governo andrà avanti per questa strada. Non credo che queste erano le parole che i cittadini si aspettavano da Berlusconi. Ma erano probabilmente le parole pensate per l’Unione Europea, che chiede all’Italia di “fare presto”.

E mentre si susseguono le notizie che fermerebbero, per il momento, la discarica nella cava Vitiello [ma non aveva detto, il Presidente del Consiglio, che la discarica andava aperta?] – oggetto delle proteste degli abitanti di Terzigno, Boscoreale e paesi limitrofi - in attesa di trovare soluzioni alternative, così come emerge da un incontro al vertice presso la Prefettura di Napoli tra Bertolaso, il presidente della regione Campania, Caldoro e i Sindaci dei comuni vesuviani interessati alla vicenda, noi vediamo ancora persone arrabbiate, deluse, che si sentono sole e sconfitte, che bruciano la bandiera italiana per dire quanto si sentano traditi dalle Istituzioni che, invece, dovrebbero lavorare a loro favore.

Insomma, è ancora tutto in ballo, a quanto pare… e se un giorno Berlusconi annuncia che la discarica ci sarà, perchè così era previsto nel piano del 2008, il giorno dopo Bertolaso parla di tavolo di trattative. Stando così le cose, non ci resta che aspettare di vedere cosa succederà. Ma, nel frattempo, vogliamo farvi toccare con mano l’ampiezza del problema.

Vogliamo presentare ai lettori di Caffè News due carte tematiche, riguardanti le zone agli onori della cronaca di quest’autunno, per far capire davvero cosa sta succedendo, lì:

La macchia rossa, sulla sinistra – quella più piccola per intenderci –  è la discarica S.A.R.I, attualmente in funzione, che ha un’ampiezza di 35000 mq; quella sulla destra è la cava Vitiello, destinata ad ospitare i rifiuti della provincia napoletana, 320.000 mq. Da come si può facilmente dedurre, il cerchio in verde insiste sul territorio di Boscoreale, dove, ricordiamo, vivono 20 mila persone.

Accanto, invece, una mappa che ci spiega dove ci troviamo. Vediamo che il territorio in questione non è un pezzo di terra isolato dal resto del mondo. Non solo vi abitano persone che, in quanto tali, hanno il diritto di poter vivere una vita dignitosa; ma quel territorio  è anche  una fetta, una bella fetta, di Vesuvio. Ricordiamo a chi dovesse essersi, nel frattempo, distratto che, dal 1995 il vulcano napoletano è Parco Nazionale. Fu istituito allo scopo conservare i valori del territorio e dell’ambiente e la loro integrazione con l’uomo, già vessato dall’abusivismo edilizio e dalla camorra nonchè dai rifiuti che venivano lì sversati illegalmente; per salvaguardare le specie animali e vegetali, nonchè le singolarità geologiche; e, infine, promuovere attività di Educazione Ambientale, formazione e ricerca scientifica. E siamo già a due buoni motivi perchè il Governo, forse, si sarebbe dovuto muovere diversamente sulla questione: gli abitanti e il Parco.

Infine ricordiamo che, anche se non è scientificamente del tutto dimostrabile che, nelle aree dove sono presenti discariche, vi siano più casi di tumori, e che i tumori siano legati esclusivamente alle discariche e ai miasmi tossici respirati nell’aria, un punto interrogativo – molto grande, però -  al risvolto “salutare” non disdegneremmo di metterlo. Perchè, converrete con noi, se un dubbio sulla salubrità di un territorio può sorgere, sicuramente sorgerà se si tratta di luoghi dove la gente respira “monnezza”. E’, dunque, quantomeno contraddittorio un provvedimento del genere, dal punto di vista dell’ambiente, della salute e delle persone. A prescindere di dove si deciderà, alla fine, di sistemare questa discarica. Ci sembra anzi che nel resto del mondo le aree protette siano protette.

Con questo, però, non vogliamo giustificare la violenza di questi giorni, perchè crediamo fermamente che non porti a nulla, in nessun caso. Nè crediamo che i cittadini di Boscoreale e di Terzigno – nè tantomeno tutti coloro che, nei prossimi giorni si muoveranno per andare a manifestare contro questo provvedimento – siano dei facinorosi attaccabrighe e delinquenti. Siamo consapevoli che, come sempre avviene in questi momenti di confusione, ci possano essere infiltrazioni di personaggi non proprio raccomandabili, che vadano sul luogo a fare solo atti di vandalismo. E’ su costoro – lo sottolineiamo – che bisogna vigilare, che le forze dell’ordine devono tenere gli occhi ben aperti e non sulle mamme, i padri, i giovani che, invece, chiedono solo di poter vivere il loro territorio dignitosamente! Ma sentiamo di metterci nei panni di chi vive lì, di chi, ogni giorno, è costretto a respirare quei miasmi, di chi sa che, con l’apertura della seconda discarica, il problema  quadruplicherà, di chi, in questa terra, lotta già ogni giorno per sopravvivere, per vivere degnamente, barcamenandosi tra legale e illegale, perchè non è che i rifiuti siano proprio l’unico problema nel napoletano. Non è bello, ad esempio, andare all’Università, la mattina, e attraversare il centro facendo lo slalom tra immondizie e auto parcheggiate alla rinfusa. Non è bello affaticarsi a dividere i rifiuti per la raccolta differenziata e, poi, uscire di casa e vedere tutto accatastato di fronte al portone del condominio… magari a pochi passi dagli Scavi Archeologici. Non è bello vedere i turisti per i caratteristici vicoli di Forcella che fotografano la “monnezza”, quasi fosse un patrimonio culturale partenopeo. Eh si, un marchio: pizza, mandolino, camorra e monnezza… i fantastici 4 di Napoli! Ma, insomma, ci chiediamo: per rialzare la testa, cosa bisogna fare?

Ripetiamo, come abbiamo fatto nei precedenti articoli, che sottolineare le colpe di chi ha governato prima non serve a niente. E non serve a niente decidere dall’alto delle poltrone del comando. I cittadini, qui, aspettavano altro. Ad esempio, aspettavano Berlusconi… e non ci sembra che si sia visto, da quelle parti. E non credo che i soldi promessi – ma chi crede più alle promesse? – possano restituire dignità a persone esasperate, arrabbiate e deluse dalla politica, da quella politica che, ancora una volta, agisce senza tener conto delle voci di chi i drammi li vive sulla propria pelle. Intanto le proteste continuano e le manifestazioni contro la seconda discarica vanno avanti. Sempre più numerose e sempre più numerosi i partecipanti.

Nel frattempo, l’Unione Europea ci osserva molto attentamente, mentre a Napoli c’è Bertolaso… vedremo cosa accadrà in questi 10 giorni.

Giovanna Circiello

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