Una scelta etica

gennaio 25, 2010 Cultura

Con Daria andavo al cinema. Facevamo i compiti insieme.  A casa sua o a casa mia.

Ci riempivamo i pomeriggi di parole e, sì, di sogni. Chissà da grandi…

Ora da casa sua non vede più Capri, ma la Tour Eiffel. Come mio cugino Luca. Il mare è la sua passione. Adesso l’ha barattata con progetti da designer coltivati a pochi metri dal Lungo Senna. Vicino l’Arno, invece, ora ci abita Ilaria. Flavia è nell’empireo dell’alta finanza meneghina. A breve la raggiungerà mia cugina Mirta appena conclusi gli studi economici. Federica alterna Firenze con Parigi, Londra con Belgrado. Alessandro, un’amicizia preziosa, ha preso casa nella City, dove lavora anche Marcello. Sara organizza i concerti a Beyoncé da Soho. Anais insegue il cinema all’ombra del Big Ben. La scelta di Pierluigi? La Francia. Quella di Diego? Prima Maranello poi Genova. Pia e Antonio sono a Parma. Ale a Bruxelles. Da pochi giorni è arrivato lì anche Dario. Micol voleva occuparsi di diritto di famiglia, di adozioni. Cerca la sua realizzazione a Milano. Michele Londra. Giorgio e Lucio Roma. Fabio è volato nel lontano nord. A Oslo ha trovato il contratto che qui da anni giustamente pretendeva. Emanuela a Bologna si sta formando per diventare un grande medico.

Anche io sono andata via per un po’. E chissà in futuro…
Il sud sta perdendo (leggi ha perso) il suo carburante più prezioso. Intelligenza, cultura, creatività volate via. Difficilmente torneranno indietro. I Giovani. Gli adulti di domani.
Non vorrei parlare per frasi fatte, ma se la storia, quella macro, si forma giorno per giorno da quella “micro”, forse è sotto questi piccoli “fatti” che si può leggere l’entità di una pressochè totale assenza di lungimiranza, saggezza, intuito di tutta una classe dirigente. Per anni. Dai politici ai professionisti. Dagli insegnanti ai medici. Dagli impiegati agli imprenditori.
Non sono tra quelli che mette freni ai cicli storici. Mio nonno era nato a Bisaccia. Se non fosse andato via dall’Irpinia, non avrebbe realizzato quello che ha realizzato. Io non parlerei tre lingue.
Ma le persone con cui ho giocato, poi studiato non sono andate via solo da piccoli paesini. Sono fuggiti da una città da un milione di abitanti. Hanno lasciato uno dei paesi del G7. Perchè qui le prospettive non ci sono e sembra non si vuole che ci siano. Non ci vuole essere la serietà della costruzione, la voglia della riuscita collettiva, l’orgoglio dell’appartenenza storica e territoriale.
In questi giorni accompagnavo tra le strade della mia città un amico che ha deciso di fare una scelta etica. In molti lo chiameranno un utopista, un sognatore. Lui come le migliaia di persone che lo stanno sostenendo in Campania e non solo. Un network di cittadini che ha deciso di rimboccarsi le maniche e sfidare Golia. Una scelta folle. Una scelta etica. Pochi spiccioli, molto entusiasmo, nessun apparato. Ma la voglia, tanta, di riprendere in mano, senza ideologie, senza doppi fini, senza smanie di poteri e denari, le redini di un presente. E di una terra unica che solo dei folli, quelli si, hanno saputo maltrattare barbaramente.
Fiorella Taddeo

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Comments (2)

 

  1. Gianmarco scrive:

    gran bell’articolo
    la taddeo è sempre una sicurezza :)
    però avete dimenticato di citare la fonte originale!
    http://conlemigliorintenzioni.blogspot.com/2010/01/una-scelta-etica.html

    ciao ;)

  2. Paolo Esposito scrive:

    Ciao Gianmarco :)
    Il pezzo è stato pubblicato così come inserito dalla Taddeo… più originale di lei :D