Modelle sempre più magre
Sulle maggiori passerelle italiane, parigine, londinesi , sfilano migliaia di modelle, donne bellissime, alte, eleganti, ma troppo”magre”. Per sfilare è d’obbligo avere almeno una taglia quaranta per un metro e settantacinque …è necessario essere filiformi esili e ossute.
Mesi prima delle sfilate per evitare qualsiasi imprevisto le modelle digiunano, mangiano l’indispensabile. Dopo mesi di astinenza dal cibo, sfilano modelle professioniste che deliziano gli spettatori con la loro bellezza sana o manichini malati incapaci di riprendere in mano la loro vita?
Molte di loro inevitabilmente entrano nel vortice dell’anoressia e della bulimia, malattie dell’anima.
Il loro corpo diventa una gabbia nella quale è difficile convivere, incapaci di accettare se stesse perché imprigionate dai canoni e dagli stereotipi che la moda impone.
Ana Carolina Reston, modella, muore di anoressia a 21 anni, 1.73 per 40 kg, lavorava per la maggiori agenzie di moda, ma il cibo era diventato un ostico nemico che ha vinto la battaglia. Come lei tante altre purtroppo.
Heidi Klum, modella tedesca, conduttrice del reality show tedesco “Germany’s Next Topmodel”, è stata accusata di promuovere l’ anoressia.
Madrid si ribella e nella settimana internazionale della moda decide di bandire dalle passerelle donne troppo magre.
Possono sfilare modelle alte 1,75 metri con un peso di almeno 56 kg e non inferiore. Centinaia di ragazze ormai non più padrone della loro mente e del loro corpo considerano l’anoressia una filosofia di vita da seguire in maniera costante e fedele, avendo come modelli “stimolanti” da seguire immagini spesso anche ritoccate di modelle internazionali. Riporto alcune frasi di una ragazza che scrive sul blog dedicato ad Ana Carolina Reston: “Mi sono sentita abbandonata da Ana, la mia unica ragione di vita. Il mio corpo ha riavuto il sopravvento e per questo mi odio ancora di più, non sono stata in grado di portare avanti quello che avevo iniziato. Fallita, sono una fallita, ma oggi si ricomincia, deve esserci solo lei nella mia vita… e dovrò essere ancora più brava di prima”.
Un vero è proprio circolo vizioso moda-sterotipi- cibo-sensi di colpa-perfezione. Come uscirne? Chiedendo aiuto ai familiari spesso inconsapevoli di ciò che accade nelle camere delle loro figlie e rivolgendosi a degli specialisti.
Non perdiamo la speranza, nonostante viviamo in un mondo così ipocrita fondato su falsi valori, di vedere in passerella modelle con taglie 44 -46, taglie proporzionate alla loro fisicità con delle rotondità ai posti giusti e con il sorriso sul volto che testimoni uno stato di equilibrio psico-fisico.
Manuela Florio
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