Golfo del Messico, disastro ambientale senza tregua
Pare già essere terminato il momento di gloria per Les Goldstein, l’idraulico che con la sua invenzione ha fermato il disastro ambientale in corso nel Golfo del Messico. Infatti, pochi giorni dopo il posizionamento del tappo gigante (lo scorso giovedì), si è aperta una nuova falla poco distante quella principale, e gli esperti temono che la sua formazione sia una diretta conseguenza del posizionamento della cupola che avrebbe comportato l’aumento della pressione del greggio e quindi la rottura di una delle zone più fragili del pozzo con la possibilità che si creino ulteriori danni alla struttura e altre fuoriuscite.
Les Goldstein vive a Boca Raton, la cittadina borghese che dista 40 minuti da Miami, ed è colui che ha risolto (seppur momentaneamente) il disastroso incidente provocato nel Golfo del Messico dalla società petrolifera Bp. Un disastro che come saprete è iniziato ad aprile, distruggendo l’intero ecosistema di quell’area americana, interessando ben 5 Stati (Florida, Alabama, Mississippi, Texas e Louisiana; quest’ultimo il più danneggiato) e mandando letteralmente in rovina centinaia di famiglie che della pesca da decenni fanno la propria ragione di vita e unica fonte di sostentamento.
Les, avendo letto sui giornali che la Bp stava chiedendo consigli esterni per trovare una soluzione al problema, ha inviato una mail alla compagnia petrolifera, chiedendo informazioni sui dettagli tecnici; ma dalla British Petroleum nessuna risposta, e così Les non demordendo è riuscito comunque ad ottenere qualche informazione in più di quanto letto sui giornali grazie all’aiuto di un politico locale, la rappresentante della sua circoscrizione in Florida Maria Sachs. Così ha inviato alla Bp il suo prototipo di tappo “idraulico” per chiudere la fuoriuscita di greggio e il giorno dopo è venuto a sapere dell’utilizzo della sua invenzione da parte della società inglese ascoltando la notizia al telegiornale, scoprendo soprattutto che la falla era stata finalmente chiusa proprio grazie ad essa.
Purtroppo però, pare che il suo momento di gloria sia già finito. La Natura, o almeno ciò che ne rimane, comunque sentitamente ringrazia.
Da La Stampa, la video-intervista all’idraulico
Luca Scialò
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