Incrinature nel Pdl

luglio 22, 2010 Politica

Continuano ad accumularsi i segnali che portano inevitabilmente a pensare che la maggioranza stia iniziando a scricchiolare rumorosamente. Che qualcosa al suo interno si sia incrinato è ormai evidente, il Pdl sembra sempre più in difficoltà davanti agli scandali che stanno coinvolgendo il premier e i suoi fedelissimi, davanti alla crescente irrequietezza della Lega, che da una parte continua a rafforzarsi e dell’altra vede Berlusconi che non sembra intenzionato a mantener fede alle promesse fatte a Bossi, ma soprattutto sembra in difficoltà a causa dell’Onorevole Fini che non sembra più disposto ad accettare, ed appoggiare, i capricci di Berlusconi pur di avere una carica di prim’ordine in Parlamento.

Un altro segnale forte della fase discendente della legislatura Berlusconi è riscontrabile nell’indice di fiducia, quelle due cifre tanto care al Presidente del Consiglio, quel dato percentuale che troppo spesso ha sbandierato per azzittare le critiche rivoltegli. Da oggi forse non lo sentiremo più snocciolare questi numeri con tono trionfalistico visto che, secondo il sondaggio Ipr Marketing, i cittadini che dichiarano di avere fiducia nel premier sono il 39%, è il consenso più basso dall’inizio della legislatura.

Il Cavaliere non riesce più ad inanellare, con la lancia in resta, un decreto legge dopo l’altro, senza che nessuno sia in grado di fermarlo. Esempio lampante di questa frenata è la Legge Bavaglio. Silvio, il 12 Marzo 2010, con uno sguardo duro e deciso, degno dei migliori condottieri della storia, aveva dichiarato: «Ora Basta, approviamo la legge sulle intercettazioni al Senato così com’è» Ma pochi mesi dopo, il 20 Giugno, con uno sguardo adirato e stressato, non più degno dei migliori condottieri, affermava, o forse implorava: «Cambiamola, emendiamola, rivediamola, ma approviamola» Un mese dopo quella che sembra una supplica l’ormai tristo condottiero vede il governo fare retromarcia e con stizza si trova costretto ad ammettere: «Non è la legge che avrei voluto io, ma Napolitano non ci ha lasciato altra scelta»

Che il partito di Berlusconi non sia più forte come prima si evince anche dal fatto che il Governo, il 20 Luglio, ha perso la votazione di due emendamenti riguardanti il decreto legge sulla proroga delle missioni militari all’estero. La causa è imputabile alle innumerevoli assenze tra le fila del Pdl, non erano presenti 75 deputati e tra le fila della Lega, 9 deputati assenti. Dall’altra parte il 90 per cento dell’opposizione era presente, pronta ad esprimere il proprio voto.

E mentre Berlusconi continua a perdere colpi vede, all’interno del suo partito, i finiani esultano come i tifosi della Lazio quando la loro squadra subisce gol dall’Inter. Chissà se domani vedremo in aula degli striscioni con su scritto “Oh Nooo!”

Andrea Ciccolini

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