Magdalen Graal si racconta a Caffè News

luglio 29, 2010 Musica

Ci sono artisti che pur di farsi spazio nel panorama musicale contemporaneo ci provano in tutti i modi. Viene da pensare ai diversi gruppi che negli ultimi mesi ci hanno segnalato le proprie iniziative e che noi, di conseguenza, abbiamo proposto a voi amici di Caffè News. E’ il caso di gruppi autoprodotti come i Mano-Vega, i MoNobit, June 1974 e molti altri. Gente che  crede vivamente in quello che fa e che, nonostante una situazione alquanto precaria e priva di prospettive, è disposta anche a spendere di tasca propria tanto di quel denaro necessario per confezionare un album musicale di pregevole fattura, auto-producendosi.

Non crediamo sia necessario tornare a spiegare cosa voglia dire nella musica auto-prodursi; non vogliamo certo rammentare per l’ennesima volta quanto questa attitudine non porti praticamente alcun profitto per chi lo fa anche perché di sicuro, se intendiamo il lato economico, ci si perde e basta. A questo punto qualcuno si chiede: ma chi glielo fa fare, ad una band, di sfornare più di un album autoprodotto che poi alla fine non verrà neanche distribuito e passerà facilmente nell’oblio? Sicuramente la passione nel farlo e forse ancor di più la speranza che alla lunga distanza il lavoro giunga nelle mani giuste, quelle potrebbero regalare un contratto discografico a tutti gli effetti, imprescindibile per iniziare una carriera da professionista. Qualcuno alla fine ci riesce, ma più si va avanti e più è difficile perché ormai a finanziare sono in pochi e con i numeri che la crisi mette sul piatto, un produttore ci penserà due volte prima di mettere sotto contratto un complesso musicale, piuttosto che un cantautore.

Per qualcuno che ci riesce ce ne sono tanti che ci provano in qualsiasi modo pur di ottenere visibilità, pur di far arrivare la propria musica ad una fetta sempre più ampia di pubblico. Mesi fa intervistammo un musicista ligure come June 1974, al secolo Federico Romano, che grazie a MySpace è riuscito ad ottenere un contratto dalla Cauldron Soundwerx Productions, arrivando a distribuire il proprio album in tantissimi Paesi del mondo. Questa volta invece siamo andati ad intervistare una giovanissima artista che il proprio lavoro ha deciso di distribuirlo semplicemente gratis attraverso il suo sito internet ufficiale. Parliamo di Magdalen Graal, songwriter e talentuosa interprete che nel marzo del 2010 ha potuto pubblicare ufficialmente il suo primo omonimo album di canzoni inedite, dopo averlo fatto ascoltare in anteprima sempre sulla sua pagina di MySpace (http://www.myspace.com/magdalengraal2), a partire dal 2008. Proprio come June 1974, Magdalen è riuscita ad ottenere un contratto discografico dall’etichetta indipendente N.E. Production che non si è fatta scappare via un talento del genere.

Classe ’85, voce incredibile e grande apertura musicale: questa è Magdalen Graal e ci vuole poco a riscontrare queste sua grandi qualità. Basta infatti ascoltare il suo primo interessantissimo lavoro per capire che la ragazza ha classe da vendere. Una con le idee chiare che con grande umiltà e molti sacrifici (soprattutto economici) sta cercando di ottenere sempre più visibilità e appoggio grazie ad una costante attività live e soprattutto “mediatica”. Già, perché in fin dei conti ci vuole anche quella al giorno d’oggi, essere presenti anche sul web e nella promozione è fondamentale poiché ormai ci si ritrova davanti ad una fetta di buoni ascoltatori che sono di numero sempre minore, mentre il resto è caratterizzato da grande pigrizia e passività. E’ stata infatti Magdalen stessa a contattarci e a renderci partecipi della pubblicazione del suo primo album. Noi lo abbiamo ascoltato e dobbiamo dire che nelle dieci canzoni che vanno a comporre Magdalen Graal ci sono degli spunti davvero notevoli, soprattutto se si pensa che a concepirlo sia stata praticamente lei.

Non solo nei testi, ma anche negli arrangiamenti Magdalen dimostra una grande genialità nel far confluire vari stili musicali diversi. Lo stile di Magdalen è molto vicino al gothic metal, anche se poi non mancano dei tentativi un po’ ambiziosi di unire a quelle atmosfere cupe alcune parti elettroniche, come nel brano di apertura Behind you, piuttosto che in Touch me ed I’ll fly away. Il resto dell’album è pervaso da brani rock  melodici, oltre che da splendide ballads come Incredible e Moonlight brightness. Dopo soli quattro mesi dall’uscita l’album ha già toccato quota 50.000 downloads.

Del suo talento non se ne sono accorti solo “quelli” della E.N. Production ma, ancor prima, il management della compagnia cinematografica indipendente americana Enigma Films che, dopo aver ascoltato i suoi pezzi, ha chiesto a Magdalen stessa di collaborare alla colonna sonora del film Alarum. Detto fatto: Magdalen ha già pronti tre brani che vanno a far parte della pellicola, ovvero You will arrive, Goodbye e la struggente There’s no end. Grazie al film Alarum, Magdalen si aggiudica il “Crystal Reel Award” dell’FMPTA (“Florida Motion Picture Television Association”) come “Miglior Cantante Femminile”. Non secondaria anche la collaborazione con il grandissimo chitarrista svedese Kee Marcello, con il quale l’artista inglese ha condiviso a lungo il palco nel 2009 per una serie di concerti europei. Quella che segue è dunque l’intervista alla quale l’artista si è concessa con grande disponibilità. Buona lettura.

Ciao Magdalen! Innanzitutto noi di Caffè News ti ringraziamo per averci reso partecipi del tuo progetto. Attualmente risiedi a Londra o in Italia?

Sono io a ringraziarvi per l’occasione che mi concedete. Attualmente vivo nel “bel” Paese essendo di famiglia italiana ed il “grosso” del lavoro lo svolgo alla fine qui.

Com’è il tuo rapporto con l’Italia? Cosa pensi del nostro Paese da un punto di vista musicale?

Adoro l’Italia, ma dal punto di vista musicale secondo me è stata ridotta a Paese del Terzo Mondo.

In Italia il mercato discografico è in grossa crisi, sia di qualità che di vendite. In Inghilterra come è la situazione?

Il mercato discografico, anche a causa della crisi economica internazionale, è in crisi ovunque, in più in Italia la situazione è peggiore a causa del fatto che, salvo poche eccezioni, non esistono secondo me persone veramente in grado di produrre buona musica. In Inghilterra invece si cerca sempre il nuovo, il diverso! E questo, anche se può sembrare scontato, fa la differenza.

In Italia abbiamo molto ancora da imparare dagli inglesi. Secondo te, obiettivamente, quali sono i limiti principali della musica italiana e di chi la gestisce?

Credo che già nella risposta precedente abbia detto tutto, però a questo punto approfondisco. In Italia non si punta mai a creare qualcosa di nuovo, ci si limita solo a “scopiazzare” i prodotti esteri! E poi, per dirla tutta, si dovrebbero fare meno feste patronali e sagre varie, che francamente di artistico secondo me non hanno proprio nulla e la stragrande maggioranza dei musicisti finisce li a fare le “marchette” perdendo di vista il senso vero dell’arte.

Una cosa che vorremmo sapere è se nel Regno Unito la professione di musicista è riconosciuta, e quindi sovvenzionata dallo Stato. Qui non lo è, e la cosa rende più difficile la vita per chi vuol fare della musica il proprio mestiere. Eri al corrente di questa cosa? Cosa ne pensi di tutto ciò?

Purtroppo il mestiere del musicista avrebbe, ovunque nel mondo, bisogno di regole più precise finalizzate ad elevare la qualità di ciò che si propone! Non c’è bisogno di carte scritte per fare musica, è vero, ma ciò abbassa tantissimo il livello medio. Di conseguenza c’è inflazione di musicisti non professionisti che tolgono lavoro a chi invece la musica la vive come occupazione primaria.

Tu ad esempio sei musicista a tempo pieno, oppure hai un’altra occupazione che ti consente di vivere decentemente?

Assolutamente a tempo pieno.

Copertina dell'album Storia di June 1974Parliamo un po’ del tuo disco che finalmente è uscito per la N.E. Production nel marzo di quest’anno. Quando hai iniziato a comporre i primi brani di questo lavoro?

I brani hanno iniziato a prendere forma nel settembre 2006, poi certo la lavorazione si è prolungata di almeno un anno.

Tu sei giovanissima (classe ‘85, n.d.r.), quando hai cominciato l’approccio al canto e soprattutto alla scrittura delle prime canzoni?

Ho iniziato a cantare ad otto anni. La composizione dei brani è in gran parte ad opera del mio produttore (nonché chitarrista), Vega.

Per quanto riguarda questo tuo lavoro in fase di scrittura dei testi hai fatto tutto da sola, oppure hai collaborato con qualcun altro nella stesura?

I testi li scrivo io in piena autonomia, perché amo interpretare i miei pensieri.

Le influenze gothic sono abbastanza evidenti, ma negli arrangiamenti si notano anche degli “echi” elettronici. Come mai la scelta coraggiosa di fondere questi due mondi musicali così distanti tra loro?

Perché volevamo realizzare qualcosa che fosse il più possibile lontano dagli schemi classici del gothic, ed il crossover goth/electro ci è sembrato essere il giusto compromesso. A quel punto ci siamo messi al lavoro, sperimentando il più possibile e cercando di far coesistere le due cose.

Quanto è stato importante l’apporto della tua band per dare la forma definitiva alle canzoni del tuo primo album?

Molto, molto importante. Devo ammettere che ho la fortuna di avere ottimi musicisti con me.

Il tuo album ha la particolarità di poter essere scaricato gratuitamente dal tuo sito internet giusto? Questa scelta però non ti può portare alcun tipo di introito economico, se non almeno la possibilità di arrivare il più in fretta possibile ad un numero sempre più grande di ascoltatori..

Allora, la scelta di non vendere l’album è stata dettata sostanzialmente da due ragioni: la prima dal fatto di non essere accusata di speculazione visti i temi sociali che affronto; la seconda ragione che mi ha portato a prendere questa decisione è stata quella di andare incontro a quello che ormai è il trend. I ragazzi avrebbero comunque potuto scaricare l’album gratuitamente, ma non legalmente. Come avremmo potuto impedirlo? Abbiamo quindi deciso di assecondare il pubblico online, ma in maniera legale. Nonostante ciò su Torrent è stato scaricato decine di migliaia di volte in tutto il mondo, ma la cosa naturalmente non ci dispiace molto. Nella musica gli introiti veri si hanno dai diritti e dai concerti. Non è che negli anni passati le vendite dei dischi facessero la differenza.

Come è avvenuto, nello specifico, il contatto con la tua casa discografica (la N.E. Production)? E’ stato tutto e solo merito di MySpace?

No, assolutamente, il disco è stato fin dal principio prodotto dalla N.E. Production. Va detto in merito che è stata la cosa migliore che mi potesse capitare, in quanto si sta delineando sempre  più come un’etichetta capace di fare il suo mestiere, infatti non esito a definirla una Net-Major. Grazie ad essa sto raggiungendo traguardi che mai avrei pensato possibili senza una tradizionale Major.

Il tuo disco è reperibile nei negozi o è solo scaricabile dal web?

No, non è reperibile nei negozi, e non credo lo sarà in futuro.

Nel singolo There’s no end tratti un tema molto delicato, ovvero quello della pedofilia dei preti. Non temi che nell’affrontare queste tematiche avrai molte persone contro di te, in un mondo in cui sono davvero in pochi a sottolineare questo scandalo?

Credo che un’artista debba avere il coraggio di affrontare tematiche scottanti. Tanti artisti molto più famosi di me l’hanno fatto. Inoltre posso dire, visti i riscontri sui social network, di godere di un vastissimo consenso popolare. Grazie a There’s no end ho vinto premi negli Stati Uniti e sono molto apprezzata anche in Colombia ed in Cile. In Italia persino il programma Talent 1 l’ha trasmessa per mesi. Ultimamente poi, vedi anche la decisione della Corte Suprema degli USA, si sta delineando un futuro veramente nero per il Vaticano e per chi ha il coraggio di difendere e coprire questi “santi uomini”.

Sinceramente pensi che alla lunga distanza tutti questi sacrifici ti premieranno? Diciamo che fai una promozione “fai da te” molto intensiva nella rete (Facebook, MySpace, YouTube)…

Sì, ne sono assolutamente convinta. I social network sono il presente ed il futuro della comunicazione globale, quindi vado avanti per questa strada.

Il videoclip di There’s no end (visibile proprio in questa pagina n.d.r.), è molto toccante. Quando è stato girato e chi è il regista?

E’ stato girato nel giugno del 2007. Il regista è Andrew Fielding.

Un brano che ci ha colpito molto in questo disco è la decima ed ultima traccia Moonlight brigthness. Di cosa parla questo brano nello specifico? Quali sono le tematiche?

E’  al contempo un tributo a Beethoven e ad una persona cara che purtroppo non c’è più.

C’è un brano, in questo disco, al quale sei legata più degli altri? Se sì, perché?

Direi di no, li considero tutti miei figli senza distinzioni. Ognuno di loro ha un’importanza e un valore proprio.

Qual è stata fino ad oggi la soddisfazione più grande che hai avuto nella tua breve, ma già intensissima, carriera musicale?

Il fatto di avere centinaia di migliaia di fan in tutto il mondo e di poter condividere con loro le mie idee. Inoltre ringrazio la Gibson per avermi selezionata e per aver pubblicato i miei brani sul suo sito, lo considero un grande privilegio.

Cosa sai dirci del tuo rapporto con l’UNICEF? E’ vero che ti sei esibita in Italia durante un concerto organizzato proprio da questa grandissima associazione mondiale?

Sì, certo, è assolutamente vero. Sono grata all’UNICEF di avermi dato la possibilità di esibirmi (gratuitamente si intende), per loro.

Quando avremo la possibilità di vederti nuovamente su un palco italiano? Da quant’è che non ti esibisci da queste parti?

Non so francamente, ma spero presto. Non suono in Italia dalla scorsa estate.

Magdalen col chitarrista svedese Kee MarcelloMa è vero che hai avuto la grande occasione di condividere il palco con il grandissimo Kee Marcello? Potresti raccontarci meglio come è andata?

Abbiamo condiviso il palco della manifestazione “Music Garden” lo scorso anno prima del mio tour in Germania. Oltre ad essere un musicista eccezionale è anche una persona adorabile tra l’altro.

Attualmente su cosa ti stai concentrando? Hai un tour in programma?

Al momento non è in previsione il tour, anche se ho già ricevuto molte proposte. Siamo completamente presi dalla promozione e distribuzione dell’album ed in più ad agosto cercherò di vincere il “World rock band contest”.

Stai già scrivendo nuove canzoni? Cosa dovremo aspettarci per il futuro da un punto di vista musicale? Rimarrai sempre sul gothic, oppure la tua musica sarà influenzata da qualcos’altro?

Il secondo album è già scritto, e credo proprio che sarà fedele alla linea del primo album, squadra che vince non si cambia, no?!

Questo è quanto uscito fuori dalla nostra conversazione. Noi non possiamo far altro che ringraziare ancora una volta Magdalen e farle un grosso in bocca al lupo per i suoi prossimi progetti, come ad esempio il “World rock band contest”, al quale accennava nell’intervista. A tal proposito vi rimandiamo al sito ufficiale dell’evento per scoprire meglio di cosa si tratta. Ecco il link: http://www.worldrockbandcontest.com/about.html

“There’s no end”, brano realizzato nel 2007, tratta un tema molto scottante quale la pedofilia dei preti…

Alessandro Basile

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