Casoria, quel sindaco accusato di clientelismo

luglio 29, 2010 Vox Populi

casoriaCasoria, Comune a Nord di Napoli, è governata da due anni da una coalizione di centro-destra. Un fatto politico nuovo per una città storica roccaforte del Partito socialista italiano (anche adesso che non c’è più, qui prende oltre il 20% dei voti), e che ha dato i natali a figure cattoliche di spicco, alcune anche beatificate, come Padre Ludovico (al secolo Arcangelo Palmentieri) o Suor Maria Cristina Brando; governata pertanto nel corso dei decenni prevalentemente dal centro-sinistra, ma che è stata anch’essa travolta dal vento proveniente da destra che soffia da anni forte e costante su tutto il belpaese.

Lo stesso centro-sinistra però, oggi relegato all’opposizione, lancia pesanti accuse al sindaco Stefano Ferrara, reo a loro dire di aver effettuato assunzioni clientelari su base familiare. Secondo il consigliere Pasquale Fuccio, in quota Pd, “il Sindaco, dopo aver realizzato in un mese un modello amministrativo locale su base familiare utilizzando nei diversi momenti gestionali fratelli, nipoti, cugini e cognati, conferma tale impostazione facendo assumere con contratti a progetto parenti di esponenti dell’attuale maggioranza dalla Ge.fi s.p.a. (ditta che si occupa della gestione del patrimonio immobiliare del Comune)”. Pare infatti che la Ge.fi abbia assunto due persone, una parente del Sindaco, l’altra di un consigliere della maggioranza. Ombre sono lanciate anche sulla designazione dei membri del Comitato consultivo per il funzionamento della biblioteca che dovrebbe aprire nei prossimi mesi.

Entrambi i sospetti, sono stati oggetto dell’ordine del giorno fissato lo scorso sabato 24 luglio; una data scelta, a detta del consigliere Udc Francesco Saverio Trojano, appositamente per distogliere tali punti scandalosi dall’attenzione dei cittadini e per scongiurare una partecipazione popolare alla seduta. L’Udc fa parte della maggioranza, ma per non perdere l’abitudine democristiana dell’ “oggi sto con te, domani non si sa…” si è “sbottonata” in tal senso.

A parte queste vicende che ormai, purtroppo, scandalizzano pochi dato che fanno parte della quotidianità della politica italiana, c’è da aggiungere che Casoria da due anni è amministrata da una maggioranza risicata giacché il risultato elettorale è stato molto contraddittorio; infatti molti casoriani, alle elezioni comunali di due anni fa, hanno optato per il voto disgiunto, votando per i partiti facenti parte della coalizione di centro-sinistra ma non per il loro candidato sindaco, l’ex sottosegretario alle Infrastrutture e più volte deputato, Tommaso Casillo, bocciato pertanto dai suoi concittadini (ricordo che Casoria usciva da un commissariamento durato un anno e mezzo, a seguito dello scioglimento dell’amministrazione di centro-sinistra per “infiltrazioni camorristiche”).

Pertanto, l’attuale maggioranza vive giorno per giorno su un solo voto, spesso ottenuto accontentando ora quel consigliere, ora l’altro, in una sorta di paralisi istituzionale che certo non è utile per risolvere le tante questioni aperte di un Comune in costante degrado da anni, sempre più lontano dai vecchi fasti degli anni ’70 che gli fecero ottenere l’aggettivo di “piccola Milano”.

Luca Scialò

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