Ravello Festival 2011, musica, arte e scienza all’insegna del viaggio
Tostato da Rossella Nocca

Nella suggestiva cornice di Ravello, perla della costiera amalfitana, si rinnova anche quest’estate la tradizione del Ravello Festival, atteso ogni anno dagli appassionati di musica classica e non solo. Di fronte all’incantevole panorama dei giardini ravellesi, affacciati sul mar Tirreno e sul golfo di Salerno, natura e musica, arte e scienza si fondono in un magico sodalizio.
Dall’8 luglio al 27 agosto la cittadina salernitana ospita concerti sinfonici e cameristici, mostre, balletti, incontri con scrittori e giornalisti, momenti di formazione (vedi programma). Un cartellone che, nonostante le difficoltà e i tagli finanziari alla cultura, non tradisce le aspettative e concentra in 51 giorni più di 60 eventi.
Un motivo in più per scoprire l’angolo di costiera che fece innamorare tanti “grandi”, da Boccaccio a Orson Welles, da Greta Garbo a Gore Vidal.
Quest’anno, per la prima volta dal 2003, il Ravello Festival ha rinunciato all’articolazione in più sezioni, raccogliendosi sotto un’unica direzione artistica, affidata a Stefano Valanzuolo (direttore generale già nel 2009 e 2010). Oltre che da Villa Rufolo (Giardini, Belvedere e Auditorium), più splendente che mai dopo l’ambizioso restyling di Raffaele Cioffi, architetto ravellese nonchè direttore degli allestimenti del festival, gli eventi in cartellone sono ospitati da Villa Cimbrone, Villa Eva, dall’Auditorium Oscar Niemeyer, inaugurato poco più di un anno fa e dai Giardini degli hotel Rufolo, Palumbo e Caruso.
Tutto ruota intorno al tema del “viaggio”, declinato in molteplici e affascinanti sfaccettature. Quel peregrinare così caro a Wagner, nume tutelare del Festival, che scoprì Ravello in sella a un mulo, in arrivo da Amalfi e ne riconobbe la “musa ispiratrice” del secondo atto del suo “Parsifal”, quando correva l’anno 1880. Il festival è un viaggio attraverso spazi, tempi e culture diverse. Si va dall’Estremo Oriente al Sudamerica, dalla cultura araba alla classicità latina, per assaporare suggestioni esotiche e poi ritornare in Europa e in Italia, esplorandone le variegate tradizioni, una su tutte quella partenopea. Ogni momento è stato immaginato nel tentativo di pensare e sperimentare un nuovo modello di vita, fondato sull’introspezione, sull’ozio creativo, sull’estetica e sull’etica.
A inaugurare il valzer di eventi sono stati, venerdì, il compositore e pianista americano Philip Glass e il violinista Tim Fain, prima con il consueto appuntamento di mezzogiorno con gli artisti e poi, alla sera, con un concerto in esclusiva italiana, impreziosito dalle immagini dell’artista napoletano Francesco Clemente. A chiudere l’edizione 2011 sarà invece l’anteprima di “Viaggi di Ulisse”, concerto mitologico scritto e diretto da Nicola Piovani, premio Oscar per le musiche de “La vita è bella”. Ecco alcuni degli altri eccellenti ospiti musicali: l’Orchestra Philharmonique de Strasbourg, la Tribunal Mist Jazz Band, il pianista cinese Hoachen Zang, il New York City Ballet, il direttore principale dell’Orchestra sinfonica del Belgio Michel Tabachnk, il compositore e trombettista jazz Wynton Marsalis, il Quartetto d’Archi del Teatro alla Scala, l’Orchestra del Teatro di San Carlo, l’Orchestra di piazza Vittorio, il pianista Michele Campanella.
Ma nel corso del festival ci sarà spazio anche per giovani talenti musicali come il mandolinista Tiziano Palladino e il chitarrista Isidoro Nugnes e per astri nascenti del jazz come Alessandro Lanzoni. Si esibirà Raphael Gualazzi, che quest’anno ha trionfato a Sanremo Giovani ed è arrivato secondo all’Eurovision Song Contest. Uno dei momenti più suggestivi sarà senza dubbio il Concerto all’Alba, quando il miracolo del cielo che annuncia il nuovo giorno si fonderà con l’incanto senza tempo delle note di Gluck, Mozart, Schubert, Mendelssohn, Mahler e R.Strauss, suonate dalla FVG Mitteleuropa Orchestra.
Il pubblico avrà la possibilità di fare un viaggio nella canzone napoletana attraverso Peppe Servillo & il Solis String
Quartet e di scoprire una lettura inedita, in forma di spettacolo, di “Hanno tutti ragione”, esordio letterario del regista Paolo Sorrentino (con Iaia Forte, musiche di Pasquale Catalano). In linea con la logica multidisciplinare del festival, ci saranno anche incontri con astrofisici, sociologi e genetisti, che proporranno la loro interpretazione del tema del viaggio, come viaggio nel tempo e nello spazio.
Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile visitare la mostra “Io non so se son Valacchi o se Turchi son costor..”, fatta di costumi, scene e bozzetti teatrali del MEMUS (Museo e archivio storico del Teatro di San Carlo) e costruita lungo il filo conduttore dell’esotismo e della scoperta nell’opera lirica. Dal 16 luglio al 16 agosto sarà aperta anche un’altra mostra, “La Campania: un viaggio nella cultura e nella storia”, omaggio alla regione ospitante.
E ancora, si potrà partecipare al ciclo di incontri “Tè con l’autore – Racconti di Viaggio” e scoprire una nuova finestra sul mondo, un altro modo ancora di pensare il viaggio, raccontato dalle voci di scrittori e giornalisti. Cioè da chi, con le sue parole, cerca di far vedere alla gente quelle porzioni di mondo che altrimenti le rimarrebbero ignote. Da chi vive il viaggio come necessità, come mezzo per avvicinarsi alla verità. Traendone lavoro e fonte di vita, ma anche “motivo di vita”. Il mondo del giornalismo e della scrittura saranno rappresentati da Federico Rampini, Toni Capuozzo, Daniele

Mastrogiacomo, Giancarlo Feliziani, Isabella Mezza, Francesco Durante, Silvio Perrella, Folco Quilici. Si terranno anche un laboratorio sul tema del viaggio, che sarà curato dalla Scuola Holden, diretta da Alessandro Baricco, e un appuntamento speciale del festival Officina Italia, in cui saranno presentati inediti di Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva, Melania Mazzucco, Filippo Del Corno, Edoardo Nesi e Antonio Scurati.
Alcuni eventi sono a ingresso libero, per gli altri il costo del biglietto varia tra i 2 e i 60 euro (per acquistare).
Nell’estate ravellese ce n’è per tutti i gusti. Ognuno può costruirsi “il suo viaggio”, percorrere il proprio personale itinerario, esplorando emozioni e suggestioni diverse, combinando magia e razionalità, invenzione e realtà. Con la certezza che ritornare da quel viaggio, veder “calare il sipario”, non sarà così dura. Perché con un paesaggio così, si potrà continuare a sognare ancora per un po’. Almeno fino al momento di riprendere la strada di casa.
Rossella Nocca













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