Lo Spazio Esposto, intervista al poeta romano Marco Giovenale

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Nel marzo di quest’anno è nato uno spazio di riflessione e di incontro, è nato un gruppo di giovani studenti, i quali a Bologna hanno voluto unirsi all’insegna di un interesse comune, la poesia. Sono ragazzi che hanno deciso di lavorare a un progetto da costruire insieme, per stare insieme e per coltivare, all’interno di una piccola comunità, quella seduzione che la poesia contemporanea esercita, costruendo in questo modo nuovi saperi e consapevolezze. La maggior parte di questi giovani – dai ventiquattro ai ventisei anni – studiano Lettere presso l’Alma Mater Studiorum ma, in generale, la piccola comunità affonda le radici in un bacino di esperienze più ampio, esperienze che avevano già preso forma in precedenza, nel fermento di socialità studentesca che brulica in seno all’Università di Bologna. Mi riferisco in particolare all’esperienza della rivista studentesca Idioteca, all’iniziativa di mostra itinerante di pittura e poesia E che ti venga la febbre e al gruppo culturale Il Cenacolo.

Il seme dell’iniziativa in questione germina in occasione della video-intervista che Martina Zadra e Mirko Roglia rivolgono nel giugno 2010 al poeta dialettale Fabio Franzin a nome della rivista Idioteca. I due ragazzi rimangono entusiasti dell’esperienza e decidono di dare vita a un gruppo che si occupi proprio di intervistare i poeti. Si uniscono così all’iniziativa alcuni amici: Eugenio Cenesi, Matteo Di Meco, Andrea Lorenzoni, Michele Martini e Gabriele Zobele. Così il progetto viene definito nei suoi aspetti più specifici e inizia ad avvalersi della consulenza di alcuni professori del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna, soprattutto quella del Dottor Stefano Colangelo.

Nasce l’idea di dare vita a un blog, in cui raccogliere le video-interviste che verranno realizzate e i commenti che scaturiranno all’interno della redazione e da parte dei fruitori della Rete. Si inizia a organizzare la prima intervista, che verrà rivolta al poeta romano Marco Giovenale. Ed è proprio ispirandosi al titolo di una raccolta di questo autore – La casa esposta – che viene scelto, come nome del progetto, Lo Spazio Esposto. Si delinea poi con più precisione lo scopo dell’attività svolta dal gruppo, che è quella di indagare la multiforme essenza della poesia contemporanea italiana, la quale, ad esempio, vede convivere autori dallo stile più sperimentale o ardito con altri dallo stile più saldamente legato alla tradizione. Osserviamo convivere la ricerca poetica più cerebrale con quella più leggera e accessibile, o che invece si esprime attraverso i dialetti regionali.

A partire dall’intervista a Marco Giovenale inizia dunque un percorso in divenire di conoscenza che, attraverso il dialogo con l’autore intervistato, cerca di tracciare alcune direzioni della poesia contemporanea italiana. Lo Spazio Esposto intervista autori in linea di massima giovani o che comunque rappresentino una nuova generazione rispetto ai poeti ormai affermati o noti. Pone l’attenzione su autori che reputa consapevoli della propria poetica e che abbiano almeno una pubblicazione all’attivo. La forma dell’intervista vede prendere le mosse in particolare da uno o due libri dell’autore, per poi poter esplorare le tematiche che consentano di rintracciare un possibile immaginario di quel poeta. Ciò consentirà, mano a mano, di effettuare dei confronti fra gli autori, fino a disegnare una parziale ma interessante mappatura della poesia contemporanea italiana. Come dicevo, questo è l’obiettivo ultimo del progetto, il quale “esponendo” in Rete, e non solo, il proprio “spazio” di dialogo poetico, tenterà di negoziare dei significati e delle categorie che possano consentire agli appassionati di orientarsi nella poesia contemporanea, la quale, in modo surrettizio, tesse le fila più profonde della società odierna.

La prima intervista, a Marco Giovenale, ha rappresentato un sorta di pozzo, colmo di segni da interpretare e organizzare. Essa ha offerto anche molti spunti bibliografici che sono stati condivisi nel blog. Presto saranno pubblicati anche i primi commenti della redazione circa le riflessioni e le emozioni scaturite.

L’intervista si è svolta il 5 maggio 2011 nella libreria Modo Infoshop di Bologna. È qui che i membri dello Spazio Esposto hanno dato appuntamento al poeta romano, che, dopo aver fatto tappa a Firenze, veniva a presentare il libro Shelter anche a Bologna, presso la libreria Mel Book di Via Rizzoli. La presentazione si sarebbe svolta nel pomeriggio e la mattinata poteva essere impiegata per l’incontro con i ragazzi del gruppo di poesia. Dopo una colazione in Via Belle Arti insieme al poeta, trascorsa cercando di conoscersi un po’, i ragazzi della redazione, insieme a Marco, si spostano nella vicina Via Mascarella dove li aspetta la piccola e accogliente libreria Modo Infoshop. Per questo primo incontro poetico tocca a Matteo Di Meco e Andrea Lorenzoni accomodarsi sulle poltrone di fronte al poeta per dialogare con lui e conoscere più da vicino la sua poetica. L’intervista, con Michele Martini dietro la macchina da presa, e tutti gli altri lì accanto in religioso ascolto, si è trasformata, come era nelle intenzioni, in un dialogo iridescente che con serendipità si è concesso dei movimenti in territori imprevisti, curioso di individuare gli aspetti umbratili, i particolari nascosti.

L’intervista si è incentrata in particolare sulla raccolta La casa esposta pubblicata da Le Lettere nel 2007 e sulla raccolta Shelter edita da Donzelli nel 2010. Si è discusso dello spazio testuale e del libro come oggetto concreto e tangibile; l’autore ha descritto la propria idea di “allegoria cava” ricollegandosi a concetti quali resistenza e assertività; ha richiamato l’attenzione sulla figura di Emilio Villa e ha fornito la sua posizione rispetto al mercato del libro e rispetto alla forma romanzo.

Naturalmente il poeta ha regalato anche qualche lettura dalla sua viva voce.

Una poesia fatta di luci e ombre quella di Giovenale, fatta di cliniche ospedaliere, di percezioni frammentate che si perdono in un tempo invariabilmente interrotto e che si riflettono in una sintassi fatta di vetri rotti e depositi lacerati. Ma anche una poesia di lucente resistenza che in fondo crede ancora nella splendida forza assertiva che ha la parola.

Per entrare davvero nella poetica di Marco Giovenale, rimando al blog Lo Spazio Esposto dove si cerca, umilmente, di fare un po’ di analisi testuale; soprattutto rimando al video dell’intervista, che è inserito qui in coda all’articolo.

La prossima intervista che verrà pubblicata sarà quella fatta al poeta friulano Pierluigi Cappello, vincitore del Premio Viareggio 2010. I ragazzi dello Spazio Esposto sono andati a intervistarlo direttamente nella sua casetta piena di libri, in provincia di Udine, ai piedi delle montagne. Il video è in fase di montaggio. Nel frattempo il blog viene aggiornato con nuovi interventi critici circa l’incontro con Marco Giovenale. Al vaglio della redazione dello Spazio Esposto, per le prossime interviste, ci sono già vari poeti, tutti di sicuro interesse. Con piacere ed entusiasmo io – Andrea Lorenzoni – e Martina Zadra vi terremo costantemente aggiornati sulle nuove interviste, lo faremo direttamente qui su Caffè News.

 Andrea Lorenzoni

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