Il piatto di Ronciglione e le verità del fuoco

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Ultimi preparativi al Palazzo delle Maestranze di Ronciglione, di proprietà dell’ imprenditore Gianni Di Mattia, per il gradito ritorno del Maestro Stefano Cianti con la mostra “Il piatto di Ronciglione e le verità del fuoco”, una serie di ceramiche artistiche in cui verrà presentato il piatto di Ronciglione ed altre ceramiche classiche e moderne realizzate dal giovane artista, che già aveva partecipato insieme ad Alessandro Vettori (artista del quale molte volte ci siamo occupati) alla progettazione del recupero e della realizzazione delle pitture
ornamentali e figurative delle sale del Palazzo.

Nella sala delle arti e dei mestieri sono raffigurate scene riguardanti i più importanti mestieri che fecero nel ’600-700 crescere di importanza il piccolo centro della Tuscia (l’ arte tipografica, le concerie, le ferriere, le cartiere, l’ antica arte degli scalpellini ).

In questa sala non è stata però rappresentata la lavorazione della ceramica che, pur non avendo un’eccezionale rilevanza qualitativa, rappresentava una fetta importante dell’ economia ed era ampiamente utilizzata nella vita quotidiana.

Proprio per valorizzare e far riemergere la figura della ceramica ronciglionese, l’ artista ha voluto ritrovare la formulazione dei vecchi smalti e dei colori, riproponendo vecchie figure e simbologie, realizzando così “il Piatto di Ronciglione”. Quest’ultimo è caratterizzato dai colori blu, verde, arancio ed oro e da una pianta d’ acanto, il cui fiore è il giglio farnese, un elemento che ritroviamo in tutte le opere e che è divenuto la firma dell’ artista.

Una mostra perfettamente in linea con la filosofia del Palazzo delle Maestranze, nato con l’ intento di testimoniare, attraverso l’ arte, una realtà ormai scomparsa da tempo, una realtà in cui Ronciglione era all’ apice della sua ricchezza, oltre a valorizzare e salvaguardare la memoria di storiche tradizioni come quella del famoso Carnevale Ronciglionese e delle varie maschere che lo caratterizzano.

Una mostra che non va assolutamente persa sia per l’ importante lavoro di ricerca realizzato dall’ artista sia per le raffinatissime opere esposte.

Ma, in particolar modo, per scoprire o riscoprire una lontana realtà che oggi possiamo soltanto immaginare e ricordare con nostalgia.

Alessio de Angelis

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