Libri nel Ghetto, a Roma il Festival di Letteratura Ebraica
Tostato da Leyla Khalil
Si svolge da oggi 17 settembre a mercoledì 21 il Festival Internazionale di Letteratura Ebraica a Roma, nella culla stessa della comunità giudaica della Capitale. Quel Ghetto che per antonomasia simbolizza nell’immaginario comune l’emarginazione e l’isolamento di farà sede si un dialogo tra culture nel quale saranno coinvolti artisti italiani ed internazionali.
Il programma spazia da lezioni di approfondimento sul Talmud alla presentazione di libri di autori contemporanei, senza escludere concerti, come quello di jazz che terrà Daniel Zamir in chiusura, mercoledì sera al Palazzo della Cultura.

Un festival a trecentosessanta gradi, insomma, nel quale troveranno spazio anche i dipinti di Kadishman -che consacrerà parte del suo tempo anche ad un incontro con gli studenti- e le pillole di ironia del teatro giudaico-romanesco che vedremo in scena martedì sera al Palazzo della Cultura (via del Portico d’Ottavia, 73). Fra gli altri, saranno presenti il prof. Haim Baharier, le scrittrici Chiara Valerio ed Anais Ginori, che presenteranno rispettivamente le due colleghe Ronit Matalon ed Eliette Abécassis.
In apertura, questa sera alle 21.00, Yehoshua incontrerà i suoi lettori nella cornice del Tempio di Adriano, appoggiato da Massimo Ghini che si occuperà delle letture selezionate. La scelta della data è dovuta alla coincidenza con la Sera della Cabbalà, in onore della quale l’intero centro storico romano sarà in fermento grazie ad iniziative teatrali, musicali e culinarie, fino ad arrivare al dj set e agli street party che avranno luogo in piena notte.
Per l’occasione, anche la Sinagoga ed il Museo Ebraico di Roma questa sera rimarranno aperti al pubblico con ingresso e visite guidate gratuiti fino ad esaurimento posti.
Così, nel fermento musicale, fra un panino con carne kosher e un dolcetto sgranocchiato davanti alla nota pasticceria ebraica del Ghetto, si potrà approfittare di queste serate di ibridazione tra culture per (ri)scoprire una realtà che da secoli vive accanto a quella romana, mandando tuttavia avanti le proprie tradizioni culturali e religiose.
Leyla Khalil













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