La Biennale di Venezia sbarca in Campania
Tostato da Daniela Vitolo
Quest’anno la Biennale di Venezia è anche a Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno. In occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità di Italia, infatti, il curatore del Padiglione Italia alla Biennale, Vittorio Sgarbi, ha promosso una serie di eventi innovativi volti a coinvolgere tutto il Paese. In questo contesto si inseriscono le esposizioni promosse nelle regioni italiane in collaborazione con le amministrazioni regionali, provinciali e comunali.
Pontecagnano, è stato scelto per ospitare la mostra in Campania. Per l’occasione gli spazi dell’ex tabacchificio Centola sono stati riadattati a spazio espositivo, secondo una politica che si è affermata in Europa negli ultimi anni e che prevede la trasformazione degli stabilimenti industriali dismessi in luoghi utili alla comunità.
Tra i 90 artisti selezionati ci sono pittori, scultori, designer, videoartisti, fotografi, grafici, tutti, chiaramente, campani e tutti scelti da una variegata commissione che si è proposta di dare spazio agli artisti maggiormente degni di nota anche se poco conosciuti.

Sgarbi, che giovedì 28 settembre ha inaugurato la mostra ha detto che “la presenza a Pontecagnano equivale a quella a Venezia” ed ha ricordato che lo scopo delle esposizioni organizzate nelle regioni italiane è quello di documentare in che stato si trova l’arte italiana contemporanea. Poi, come è nel suo stile, ha dato vita ad una polemica che sui giornali sembra abbia avuto più spazio dell’evento culturale in sè. Oggetto della polemica, le istituzioni napoletane che non gli hanno permesso di utlizzare Castel Sant’Elmo come spazio espositivo, il direttore del Madre e il Pan. Per questo, ha affermato provocatoriamente:“Napoli è una città morta e piena di immondizia. Da oggi per me la nuova Napoli, il nuovo capoluogo dell’arte sarà Pontecagnano Faiano”.
Al di là della polemica, che ha già abbandonato le pagine dei giornali e presto sarà dimenticata, l’evento merita attenzione. L’esposizione fornisce, effettivamente, la possibilità a tanti artisti campani di uscire dall’anonimato e di salire su un palcoscenico importante. Inoltre l’evento permette a Ponetcagnano, non certo un “capoluogo dell’arte”, di essere protagonista di un momento artisticamente rilevante e fa sperare alla cittadina che non si tratti solo di un fatto isolato in quanto lo spazio espositivo, nato in questa occasione, potrebbe diventare un polo artistico di qualità.
Daniela Vitolo














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