Il mestiere di scrivere

Tostato da

Nulla dies sine linea. Scrivere è un’attività quotidiana, che richiede esercizio, proprio come un violino o un pianoforte.

Luisa Carrada, esperta in comunicazione aziendale ed autrice del sito (e del libro) “Il mestiere di scrivere”, ne è profondamente convinta.  Laureata in lettere, ha lavorato per anni come copywriter ed editor per un’azienda high-tech. Studiare, leggere, scrivere, riscrivere, correggere. Giorni, mesi, anni a definire la voce dell’azienda che l’ha assunta. Brochures, presentazioni aziendali, bilanci.

Nugoli di fogli, caterve di libri per stanare i refusi, per indagare il linguaggio e tentare di maneggiare la scrittura. Poi, l’avvento di internet e per la Carrada si spalancano  orizzonti inattesi: la creazione del sito, ricettacolo di consigli e di articoli sulla scrittura professionale, e la collaborazione con giornali, riviste, aziende, pubbliche amministrazioni ed università.  In poco tempo il suo nome diviene sinonimo di professionalità e competenza. Il sito è uno scrigno di dritte, di stralci di articoli di professionisti italiani e stranieri. Una tappa obbligata per chi, bene o male, si destreggia tra le parole ogni giorno.

In veste di rivisitatrice di “Fifty writing tools” di Roy Peter Clark invita alla lettura consapevole di tutti i testi che ci capitano a tiro. Fagocitare parole, stili, attacchi, chiusure. Tra tutte le dritte, l’invito alla lettura “spasmodica” è quello valido per tutti i campi della scrittura, non pensa?

 Penso di sì, anche se forse farei a meno dell’aggettivo “spasmodico”. Ricorda troppo le letture sempre più distratte e veloci che facciamo oggi, spesso nostro malgrado. Meglio leggere meno ma meglio, invece che ingurgitare testi da tutti i media che abbiamo a disposizione. Clark va persino oltre la lettura consapevole: parla addirittura di “lettura ai raggi X”, quella che vede la struttura profonda del testo, ne analizza a fondo le scelte e le interpreta alla luce degli obiettivi e delle intenzioni dell’autore. Questa lettura si può esercitare su tutti i tipi di testi ed è forse quella da cui chi scrive riesce ad imparare di più.

 La scrittura è come un giardino: fiori diversi che affondano le radici nello stesso terreno. Chi scrive per mestiere finisce spesso per collaborare con editor, redattori, correttori di bozze. Esplorare l’universo scrittorio in pieno è un risvolto inevitabile o è una ricerca discrezionale dei più volenterosi?

 È un’opportunità per imparare anche dagli altri, evolvere e guardare al proprio lavoro in maniera diversa. Soprattutto oggi. Sui nuovi media e anche nei libri che verranno, le parole sono sempre meno sole e oltre che con editor e correttori di bozze, dovremo sempre più lavorare con grafici, fotografi e designer. Le cose a volte si complicano un po’, dobbiamo imparare e studiare di più, ma la ricompensa è uno sguardo più ampio e un lavoro spesso più interessante e divertente.

Ha più volte dichiarato di non aver programmato né carriera né visibilità. In un modo o in altro è riuscita a fare quello che le piaceva: lavorare scrivendo. Merito di intraprendenza o tanta santa pazienza?

 Di natura non sono intraprendente e più che paziente sono tenace. Difficile che molli qualcosa una volta che ho iniziato. Questo mi ha aiutata molto negli anni, soprattutto con il sito e il blog. Anche nei momenti di troppo lavoro o di scoraggiamento non li ho mai trascurati e così il sito è lì da quasi tredici anni e il blog da nove. Sono i miei più preziosi strumenti di marketing, oltre che fonte di tante relazioni e soddisfazioni e palestra personale di scrittura.

Mi vengono in mente due binomi: internet – carta stampata e giornalismo -letteratura. Sono mondi paralleli o a ben vedere esiste un punto d’intersezione?

 Questa è una domandona! Provo a rispondere. Il primo binomio molti lo vivono ancora come un’opposizione. Gli entusiasti del web snobbano la carta, gli affezionati della carta ne decantano il profumo. Leggeremo sempre più dagli schermi alcune cose, per altre continueremo a leggere su carta. Che tra le due cose non ci sia opposizione lo dimostra il fatto che chi ha imparato a integrarle guadagna lettori, sul web e sulla carta. Due settimanali che lo sanno fare alla grande e che in questi anni non hanno fatto che crescere sono l’Economist a livello mondiale e Internazionale in Italia. Quanto a giornalismo e letteratura, qui le cose sono diverse. Uno racconta il mondo, l’altra crea mondi. Qualcuno sa fare entrambe le cose, naturalmente.

A scrivere s’impara o è un dono perfezionabile?

Si può sicuramente imparare a scrivere per vivere e comunicare meglio. Io negli anni l’ho imparato e non avevo alcuna vocazione. Mi ci sono trovata, ho cercato di imparare e solo dopo un po’ ho cominciato a provarci gusto. Diversa è la capacità di “vedere” storie e “creare” mondi attraverso le parole. Quella, credo che si possa affinare, ma dentro ce la devi avere. Io per esempio posso raccontare qualcosa che mi è accaduto o che è accaduto ad altri, e farlo anche molto bene, ma sono del tutto incapace di inventare anche una minima storia. Non ci provo neanche, mi basta leggere le bellissime storie che scrivono gli altri.

Marina Bisogno

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

da Avanguardie

caravaggio
I tesori nascosti

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!