Intervista a Filippo Rossi, direttore del settimanale Il Futurista
Tostato da Alessio de Angelis
Filippo Rossi, classe 1965, direttore del settimanale “Il Futurista” è uno dei grandi protagonisti del giornalismo italiano.
Caffè News lo ha intervistato su due temi a noi molto cari: lo stato di salute del giornalismo italiano e l’ attualità politica in un momento in cui tutto potrebbe essere il contrario di tutto, e potremmo soltanto ipotizzare quale sarà il futuro del nostro Paese.
- “Direttore quando e come nasce l’ idea de Il futurista”?
“L’ idea di creare un settimanale cartaceo è nata alla fine dello scorso anno, verso novembre, il periodo in cui si tentava di cacciare Berlusconi.
L’ intenzione era quella di trasformare Fare Futuro in un’esperienza cartacea in modo da creare un tipo di giornalismo di approfondimento da accostare al tipo di giornalismo battagliero che facevamo sulla rete.
Poi vicende politiche non dipendenti né dal giornalismo, né da me, hanno portato Fare Futuro a prendere altre decisioni, e ci siamo affrettati a creare “Il Futurista S.r.l.”, il giornale online ed il settimanale cartaceo.”
- “Spesso sentiamo parlare di censura o di autocensura. Esiste libertà di stampa in Italia?”
“E’ un discorso complesso.
La storia del giornalismo italiano dimostra come esso sia un giornalismo di tipo politico, di opinione…Fa parte del nostro DNA.
Non penso che esista censura nel panorama giornalistico italiano; c’è stato piuttosto un sovra potere del giornalismo berlusconiano, se penso al “Giornale”, ma mi riferisco anche e soprattutto al giornalismo televisivo; era impensabile fare altro tipo di giornalismo se non quello che piaceva a Berlusconi in un giornale di centrodestra.
Abbiamo tentato di contrastare questo sovra potere, e ci siamo anche riusciti…”
- “Pochi giorni fa si è tenuto a Viterbo il seminario organizzato dal settimanale che lei dirige e Libertiamo…”
“Sì, è’ stato un seminario di tre giorni a porte chiuse che ha riscosso molto successo; circa 150 persone da tutta Italia sono venute a Viterbo per questi 3 giorni di dibattiti culturali, di dialoghi terminati alle due di notte. E’ stato molto difficile dal punto di vista organizzativo, ma ci ha portato una grande soddisfazione.”
- “E’ intervenuto anche il Presidente Fini. Vista l’attuale situazione politica, e la forte presenza di Fini nello scenario politico italiano,
come pensi si evolverà questa situazione?”

“Sono fortemente convinto che Berlusconi non abbia più una maggioranza e non vedo altra soluzione di un governo tecnico, che poi è a tutti gli effetti un governo politico composto da tecnici.
Siamo in un periodo di profonda crisi e questo governo ha perso ogni credibilità a livello europeo e mondiale.”
- “Sì, sono d’accordo; ma qual è l’ alternativa a Berlusconi? Non pensi che la rabbia generata da questa crisi porterà al rifiuto di qualsiasi esponente politico che sia legato al passato, sia che esso si chiami Bersani, Fini, Casini?”
“Il nostro sistema è un sistema democratico, una democrazia parlamentare dove il Parlamento è sovrano. La politica non deve dare risposte immediate ma risposte strategiche che si vedono con il passare degli anni.
Quando l’ elettorato sarà chiamato a votare giudicherà sia il lavoro del Parlamento sia il lavoro di ogni singolo parlamentare.”
- “Direttore un’ ultima domanda: tornando a parlare di giornalismo, cosa significa fare il giornalista in Italia e qual è il consiglio ai giovani giornalisti di questo Paese?”
“Bisogna studiare e faticare tanto.
Fare il giornalista significa entrare in una strada senza uscita non si smette mai di essere giornalista e non si è giornalista ad orario definito.
E’ un lavoro raffinato ed impegnativo che richiede un notevole sforzo mentale.
E’ un lavoro ed una responsabilità importante non esiste una democrazia che non abbia una stampa libera.”
Alessio de Angelis













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