Lava Lava Love, nuova promessa dell’indie italiano
Tostato da Alessandro Basile
Da un paio d’anni a questa parte Caffè News continua a porre una discreta attenzione nei confronti della musica italiana. Quella buona. Quella che spesso e volentieri la massa ignora perché i media e i canali di “diffusione” si guardano bene dal concederle spazio. Così l’ascoltatore medio italiano, sempre poco abituato ad andarsi a scovare le novità discografiche degne di nota, rimane ancorato al piattume sonoro diffuso dalle emittenti radiofoniche nazionali che, invece di dare visibilità alle band e agli artisti più talentuosi, attuano una vera e propria controinformazione musicale. Se, ad esempio, gran parte del Paese è ancora convinto che il rock italiano sia rappresentato da gente come Ligabue e Vasco Rossi è perché nessuno, ma proprio nessuno, ha mai tentato di mettere in vetrina alcun tipo di gruppo proveniente dall’underground. Tutto ciò ha permesso ai personaggi sopracitati, e a molti altri che neanche meritano di essere menzionati, di aumentare il proprio strapotere a scapito di realtà valide che avrebbero meritato (e che meriterebbero ancor oggi) ben altra attenzione. Nessuna polemica contro di loro, ci mancherebbe. Il rammarico è per tutte quelle splendide realtà destinate a restare nell’anonimato. Questo non vale solo per il rock, ma anche per altri generi racchiudibili in quell’immenso calderone definito pop o, se vogliamo, “musica leggera”. La verità è che in Italia, soprattutto nell’ambiente discografico, non c’è equità. Regna invece un gigantismo eccessivo che non consente alle nuove leve di ottenere visibilità e fiducia da parte del pubblico. Chi in passato ha venduto milioni di copie di dischi continua a campare di rendita e a far parlare di sé ogni qualvolta si annuncia una nuova pubblicazione (che poi si dimostra puntualmente un prodotto scadente). E’ arrivato il momento che la situazione inizi a cambiare perché, bisogna dirlo, non se ne può più. La sensibilità verso progetti validi e sinceri determina quindi la predisposizione a descrivere album pregevoli, di gran lunga migliori rispetto a quelli sui quali l’opinione comune punta abitualmente i fari.
Critiche a parte, c’è un LP molto interessante che da alcuni a questa parte mesi sta attirando su di sé una discreta attenzione. E’ disponibile dal mese di settembre. Il titolo? A Bunch Of Love Songs And Zombies. Magari non lo si trova facilmente presso i grandi rivenditori, i cui scaffali sono quasi del tutto riempiti da produzioni ai limiti del ridicolo, però, con un pizzico di pazienza e di buona volontà, è comunque possibile rimediarlo. Si tratta del disco d’esordio dei Lava Lava Love, un quintetto brillante che, nonostante le chiare origini italiane, preferisce esprimersi in inglese. Attivi dall’inizio del 2010, i Lava Lava Love hanno già dato alle stampe un bell’EP intitolato Their First Extended Play. A neanche un anno di distanza è poi arrivato un album a tutti gli effetti, scritto velocemente e venuto fuori con incredibile naturalezza. Dentro ci sono undici composizioni fruibili. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma di sicuro una proposta allettante perché sincera e concepita con gusto. Il loro stile cerca di far convivere l’indie pop con il rock. A questi due filoni, nonché colonne portanti del loro sound, c’è la tendenza di accostare la morbidezza del folk angloamericano moderno (Wilco in primis). A rinfrescare le atmosfere ci pensano poi le tastierine e i sintetizzatori. La commistione di tali componenti non fa che rendere ancor più godibile l’ascolto generale del cd. Piacevole risulta anche l’alternanza di voci, con un cantato che passa continuamente dal maschile al femminile senza uno schema fisso. Una scelta, questa, che consente di trovare alcune analogia con lo stile dei connazionali …A Toys Orchestra. La non indifferente versatilità dei componenti della band gli permette di esplorare soluzioni diverse ed inusuali. Capita di incappare in brani caratterizzati dalla presenza di ben tre chitarre e di ritrovarsi poi a contemplare episodi meno “rockeggianti” in quanto impostati su di un approccio principalmente acustico. Più lo si ascolta più ci si rende conto di quanto le splendide sfumature riescano a pervadere le singole canzoni. I Lava Lava Love testimoniano nuovamente l’ottimo livello in cui si trova l’indie attuale. Non c’è niente da fare, le cose più interessanti risiedono lì e sono in pochi ad accorgersene. Il problema è sempre il solito: come far arrivare proposte del genere ad un pubblico sempre più ampio se i canali di comunicazione continuano a voltargli le spalle? Quando gruppi come i Lava Lava Love stessi potranno finalmente giocarsi le proprie carte senza dover scendere a particolari compromessi? Si confida in un cambio di rotta imminente.













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