Soluzione, un progetto da tenere d’occhio

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Non è semplice seguire per filo e per segno le innumerevoli novità discografiche provenienti dall’indie italiano. Ogni anno vengono infatti pubblicati centinaia di dischi, così tanti che basta davvero poco per lasciarseli scappare. Spesso e volentieri ci si imbatte in album preziosi, curati nei minimi dettagli in quanto frutto di molti anni di lavoro. E puntualmente ci si rende conto del divario che c’è tra la musica indipendente e il mainstream che viene “pompato” dalle radio e dalle televisioni nostrane. E’ strano l’ambiente discografico. Sembra che le cose vadano sempre al contrario. Chi ha talento e qualità da vendere resta in penombra; in vetrina vengono invece sbattuti personaggi imbarazzanti che, in maniera del tutto paradossale, riescono a crearsi un seguito assurdo grazie a dei singoli scadenti (per non parlare dei dischi che li contengono). La speranza è che, prima o poi, le cose si ribaltino. E’ difficile, ma è doveroso sperare che dalle emittenti radiofoniche nazionali possano, un giorno, essere diffuse nuove sonorità, non per forza sperimentali o poco accessibili, ma almeno godibili ed interessanti. Un esempio? I Soluzione. Ecco, loro avrebbero tutte le carte in regola per ritagliarsi ancor più spazio e visibilità. Lo stile frizzante che contraddistingue la loro attitudine musicale si troverebbe a suo agio anche tra le playlist più seguite dalla popolazione. Cos’hanno in meno di un Marco Mengoni o dei Negramaro? Nulla, anzi: sono di gran lunga più innovativi e meno prevedibili. Eppure sono in pochi a conoscerli. Se non fosse stato per la premura della Jost Multimedia (la loro etichetta), ben lieta di segnalarceli, probabilmente sarebbero rimasti ignoti anche a noi. I Soluzione si formano a Mestre alcuni anni fa, ma risiedono in pianta stabile a Roma da parecchi mesi. A determinare l’arrivo nella Capitale è stata prospettiva di poter collaborare con il filosofo Manlio Sgalambro, già al fianco di un certo Franco Battiato. Si vocifera che abbiano già scritto una bella manciata di brani pronti ad essere registrati e, in un secondo momento, pubblicati in un nuovo cd. Nel frattempo, aspettando che questa collaborazione possa dare a breve i suoi frutti, è lecito ricordare che alcuni mesi fa il power trio veneto ha sfornato la sua seconda raccolta ufficiale di canzoni inedite. Si tratta di album per il quale addetti ai lavori e riviste altamente specializzate hanno speso buone parole. E d’altronde non potrebbe essere altrimenti.

L’Esperienza Segna, ideale seguito di Ciliegia, si è rivelato un po’ il disco della svolta per la band. Se non altro, alla luce dell’ascolto, si avverte quanta dedizione ci sia dietro ai tredici pezzi (sedici, se s’includono le tre bonus tracks) contenuti nell’LP. E’ un disco di buona fattura, ben prodotto e ricco di sfaccettature. Nel tentare di esplorare nuovi orizzonti, di solcare nuovi sentieri i Soluzione non perdono di vista la musica leggera, quella che gli permette di riagganciarsi puntualmente all’orecchiabilità. La volontà di proporre canzoni belle e d’impatto è forse l’obiettivo di partenza di questo progetto che dimostra di apprezzare molto il rock e la wave. Fondendo gli aspetti acustici con quelli più elettrici attraverso un’assoluta spontaneità, i Soluzione non riescono a fare a meno dell’apporto di strumentazioni più vintage. Ciò emerge contemplando le due tracce iniziali, ovvero la title track (che rimanda un po’ al Gazzè de La Favola Di Adamo Ed Eva) e Anni Settanta, primo singolo estratto che, grazie ad un’ottima sintesi testuale, riesce a raccontare le contraddizioni storiche del nostro Paese con un pizzico di amara ironia. Quando il pop viene meno, non tarda ad affacciarsi l’anima più imprevedibile della band, capace di stupire tramite composizioni maggiormente articolate. Un esempio? Tutto&nulla, un pezzo caratterizzato da oltre sette minuti di sperimentazione. L’Esperienza Segna sembra convincere con l’accavallarsi degli ascolti. E lo fa tramite un modo sincero d’intendere la canzone d’autore, contaminandola di linguaggi moderni e di strutture melodiche originali. A questo punto sale la curiosità circa il nuovo progetto concepito assieme a Manlio Sgalambro. Interessante sarà capire quali altre pieghe prenderà il loro nuovo percorso e quanto ne gioverà la scrittura che, fino ad oggi, si è dimostrata sempre impeccabile e irriverente. Staremo a vedere.

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