La prima guerra digitale, chiusi Megavideo e Megaupload

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Internet fa parte ormai della vita quotidiana di ognuno, è una finestra sul mondo, un portale che permette di condividere notizie e comunicare con ogni parte del pianeta in tempo reale.

Sono ormai molti i siti che permettono ciò, come Facebook, Google, Twitter (etc.) . Ne esistono altri, invece, che consentono la visione di film, telefilm e serie Tv in streaming, molto amati e seguiti dai teenegers ( e non solo ), e sono proprio quest’ultimi ad essere “caduti” nel mirino dell‘FBI.

L’ente investigativo di polizia federale lo ha reso noto nel suo comunicato in cui annunciava la chiusura di Megavideo e Megaupload (uno dei più noti e più imponenti archivi di film, musica e software, spesso pubblicati senza autorizzazione), a causa di violazioni di copyright.

Il fondatore di Megavideo, un hacker tedesco, Kim Schmitz è stato arrestato nella notte di giovedì scorso, insieme ad un gruppo di dipendenti del portale, accusati di aver causato circa 500 milioni di dollari di danni dei detentori dei copyright, garantendo guadagni enormi al proprio sito .

La chiusura di questi siti web ha suscitato scalpore in Internet, e a questo proposito un gruppo di hacker, Anonymous, ha inziato la proprio protesta rendendo irragiungibili, nella notte, alcuni delle più importanti pagine internet negli Stati Uniti, come la Warner Bros e i siti del dipartimento di Giustizia statunitense. Quella che viene definita la “prima guerra digitale” continua, ma si può dire (forse) finita l’era di questi due grandi archivi. E’ già scattata, quindi,  la ricerca per trovare nuovi siti web capaci di sostituirli!

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