Volunia, il nuovo motore di ricerca made in Italy

Tostato da

Volunia.Com è il nuovo motore di ricerca che è stato presentato ieri in diretta streaming dal Palazzo del Bo di Padova. Il progetto nasce dall’idea di Massimo Marchiori, matematico padovano che nel 1997, in una conferenza nella Silicon Valley sul suo algoritmo per la ricerca nel web, ha dato il “la” alla creazione di Google. Negli ultimi anni Marchiori ha rifiutato diverse offerte di lavoro negli Stati Uniti offertogli da Google, Microsoft e Yahoo! preferendo restare ad insegnare nella sua Università patavina, lavorando alla sua ultima creazione: un nuovo “serch engine” tutto italiano.

Volunia.Com è un motore di ricerca che unisce la ricerca alla socialità, basandosi sull’interazione delle persone con il sistema. L’idea nasce dal tentativo di creare non tanto un algoritmo di ricerca più potente di quello di Google ma uno che, utile alla ricerca, ne fosse diverso. Ne è nato un algoritmo in grado di dare una dimensione spaziale dei siti in cui si approda nella ricerca e che permette, allo stesso tempo, la socialità con gli altri utenti presenti sul sito interessato. L’originalità scaturisce dall’unione delle due dinamiche di “Seek” and “Meet”, ricerca ed incontro, come recita lo slogan dello stesso motore. “Se Google è un’auto da 120 cavalli, io non ne propongo una da 130, propongo un elicottero” spiega Marchiori rifuggendo l’idea di farsi padre di un “anti-google”.
Il progetto è stato lanciato su scala mondiale, in ben 12 lingue sin dal primo giorno, al fine di permettere un’estesa diffusione. Per coloro che sono curiosi di provare in anteprima Volunia, è possibile diventare “power user” partecipando al test che precede il lancio del nuovo programma attraverso una pre-registrazione su www.volunia.com e che dà la possibilità di essere selezionati come primi utenti-tester.

Con il suo logo semplice ed ammiccante, Volunia incassa già critiche e lodi a poco più di 24 ore: tra le prime critiche spiccano quelle relative alla grafica particolarmente scarna ed all’impostazione concettuale, nonchè alla stessa funzione searcher che non sembra funzionare bene come quella di Google o altri motori di ricerca.

Ad ogni modo è indiscutibile come esso sia un esempio di innovazione italiana, nata grazie alla collaborazione con un gruppo di studenti laureati a Padova ed un area di lavoro sviluppata tra Padova, Venezia e la Sardegna. Lo stesso Marchiori afferma che “il gruppo è fiducioso di poter dimostrare che anche in Italia si può fare innovazione”. Ora non resta che vedere come questa verrà accolta dal grande pubblico della Rete.

 

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!