Generazioni a confronto, al Bellini è la volta di Erri De Luca
Tostato da Arianna Esposito
“Napoli sta in mezzo al Mediterraneo, come Maggio sta in mezzo al mese”. Con questa metafora Erri de Luca ha introdotto le note di “Era de Maggio”, il primo dei brani che ha fatto da epilogo al viaggio a due voci di Erri De Luca e sua nipote Aurora De Luca.
Il teatro Bellini ha ospitato per una sera le riflessioni in note e in prosa di un cittadino d’eccellenza della città di Napoli, quale Erri de Luca, autore e protagonista di “Il viaggio con Aurora continua”, seguito del precedente fortunato capitolo.
È un viaggio a ritroso nel tempo in cui aneddoti di vita intervallati dalle note della canzone napoletana, da Mario Merola a Salvatore Di Giacomo si susseguono con crescente intensità.
Erri De Luca si rivolge alla nuova generazione rappresentata dalla ventenne Aurora, per raccontare il tempo che è venuto prima e gli avvenimenti indelebili del nostro secolo.
Lo scrittore napoletano, da bravo conoscitore della lingua Italiana, fa un uso strategico della parola nei suoi racconti, ponderando attentamente la scelta di ogni termine che lo mette al riparo dalla nostalgica retorica del ricordo.
E così torniamo al ’68, agli anni di piombo, da lui ribattezzati anni di Rame, perché il rame è un materiale conduttore di elettricità, la stessa che scorreva nelle vene dei tanti giovani del’70, la stessa elettricità destinata poi a spegnersi lentamente dietro le sbarre di un carcere a vita.
Per chi barattava la libertà e la vita per le idee, Erri de Luca intona un omaggio in musica con l’accompagnamento di Michela Zanotti al violino, citando tra questi il genovese Carlo Giuliani.
Destini segnati o forse no, come quelli dei clandestini il più grande mercato umano, a cui va la riflessione dello scrittore: “Non esistono clandestini esistono destini”.
Sono destini che si costruiscono grazie anche alla fondamentale differenza tra omertà e senso di solidarietà, come invita a riflettere Mariano Rigillo in un contributo video in cui veste i panni di un saggio professore di Latino e Greco che rappresenta quella scuola umana in cui non si insegnavano solo formule e regole ma si insegnava la Vita.
È un viaggio connotato da riflessioni che commuovono con un fondo di amara ironia, grazie alle doti affabulatrici di De Luca in omaggio alla sua Napoli che ben si sposano con il talento genuino della nipote Aurora, voce candida intonata ad una recitazione che strappa l’appaluso del pubblico.
Dietro le quinte di “Il viaggio con Aurora”, di e con Erri De Luca













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