La Bohéme di Puccini trionfa al Teatro San Carlo

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La Bohéme di Giacomo Puccini al Teatro San Carlo è stato un vero e proprio trionfo; ogni scena è stata accompagnata dall’applauso e dalla partecipazione del pubblico, che si è commosso nel vedere l’ emozionante storia d’amore tra Mimì e Rodolfo. Inoltre, La Bohéme è una delle opere più rappresentative del San Carlo;  si contano ben 60 edizioni e quasi 580 recite.

L’orchestra è stata diretta dal Andrea Battistoni, un giovane emergente nel panorama musicale internazionale. I personaggi hanno avuto più interpreti (l’opera è stata replicata dal 19 al 31 Maggio), Mimì è stata interpretata da María José Siri e Serena Daolio il 19, 23 e 25 e da Maria Agresta il 29 e 31, Rodolfo da Roberto Aronica e Tomislav Muzek il 19 e 22, da Valter Borin il 24, 26, 29 e 31 e da Francesco Grollo il 30,  Musetta da Eleonora Buratto e Rosa Feola 19, 23, 25, 27 e da Paola Francesca Natale il 31, Marcello da Luca Salsi e Angelo Veccia 19, 22, 24, 26 e 30, Schaunard da Giulio Mastrototaro e Pier Luigi Dilengite 19, 22, 24, 26, 30 e 31, Colline da Giovanni Battista Parodi e Alessandro Spina 19, 22, 25, 26, 29 e 31, Alcindoro da Francesco Musinu e Alessandro Calamai il 19, 22, 24, 26, 29 e 31.

La scena si apre in una piccola soffitta di un palazzo parigino, dove i quattro amici bohémiens, il poeta Rodolfo, il filosofo Colline, il pittore Marcello e il musicista Schaunard, stanno pensando, tra vari sfottò e risate, a come sbarcare il lunario e a come pagare il pranzo di Natale. Purtroppo a causa del loro status di artisti/bohémiens ogni scudo ha il suo peso e valore. Le risa e il divertimento vengono improvvisamente interrotti dall’avvento di Benoit, che è venuto a ritirare l’affitto. I quattro con un divertentissimo raggiro riescono a loro modo a pagare l’affitto e decidono di recarsi al caffè Mamus nel Quartiere Latino. Rodolfo deve finire la redazione di un articolo per il suo giornale, pertanto, consiglia agli amici di avviarsi, lui li raggiungerà a breve. Qualcuno picchia alla porta, è Mimì, la vicina fioraia, che ha spento il candeliere e prega Rodolfo fi poterla aiutare in qualche modo. Rodolfo viene subito colpito dalla freschezza della giovane, infatti, cerca sin da subito di corteggiarla.

Tra i due è subito colpo di fulmine, Mimì si aggrega, nella seconda scena, al gruppo dei bohémiens al caffè Momus. All’angolo compare una dama bellissima, accompagnata da un signore più anziano, Alcindoro, che un po’ impacciato le porta tutti i suoi recenti acquisti. E’ Musetta, una recente amante di Marcello, che visto quest’ultimo si siede a un tavolo vicinissimo ai bohémiens e Mimì. Marcello è ancora totalmente invaghito di Musetta ed è gelosissimo del suo fare civettuolo e provocante. Musetta, dal suo canto, sa benissimo quale sia il nervo scoperto di Marcello e quindi cerca di provocare la sua gelosia in tutti i modi possibili; va vicino ad altri ragazzi, si siede in braccia ad Alcindoro, scopre le gambe, fingendo un improvviso dolore al piede ed ordina ad Alcindoro di andarle a comprare delle scarpe più comode.

Subito dopo si getta tra le braccia di Marcello, facendo riaccendere quella fiamma che in realtà si era solo assopita a causa della forte gelosia di lui e della civetteria di lei.

La terza scena si apre davanti ad un’ osteria, durante l’alba nevosa di Febbraio. Una preoccupata Mimì si reca da Marcello per parlargli dell’eccessiva gelosia e lunaticità di Rodolfo. Quest’ultimo dal canto suo è preoccupato dalla violenta tosse di Mimì, che sembra sempre più grave e pertanto vorrebbe lasciarla. Nel frattempo, Musetta e Marcello sono protagonisti di una scena divertente, che come di consueto vede Marcello ingelosito dai modi di fare della sua amata, che a suo dire sono troppo da civetta.

La quarta ed ultima scena avviene nell’appartamento di Rodolfo, dove quest’ultimo insieme a Marcello viene preso da una nostalgia d’amore. Egli pensa a Mimì come Marcello pensa a Musetta. Mimì si reca da Rodolfo per dargli l’ultimo saluto; la tosse è peggiorata ed è in fin di vita. Sostenuta e abbracciata dal suo amore, Mimì saluta tutti suoi amici, tra i quali c’è anche Musetta che l’ha accompagnata e che preoccupata ha mandato invano a chiamare il dottore.

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da Avanguardie

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