Salvador Dalí, un genio in mostra al Vittoriano

Tostato da

 

<<Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalí>> Questa è una delle citazioni più famose ed eccentriche di Salvador Dalí, il celebre ed eclettico pittore spagnolo, a cui il Complesso del Vittoriano ha dedicato un’interessante mostra, che sarà disponibile al pubblico fino al 1 Luglio.

La mostra nasce dalla collaborazione con la Fundació Gala/ Salvador Dalí di Figueres, città natale dell’artista, e vuole ripercorrere il cammino umano ed artistico dell’eccentrico artista, soffermandosi in particolar modo su i suoi amori, i suoi affetti, le sue collaborazioni più importanti, il significato della sua arte, il suo sentirsi ‘surrealista’ ed il rapporto con le sue fonti. Quindi, l’esposizione si offre come percorso di rivisitazione sia artistica che biografica della vita del pittore e racconta anche l’intenso rapporto fra Dalí e l’Italia.

Il pittore ha intessuto una relazione molto profonda con il Bel Paese e la sua cultura, che è ben riscontrabile nelle sue opere, nelle sue collaborazioni ed anche nelle sue scelte di vita, basti pensare che il quadro più antico, l’ Autoritratto con il collo di Raffaello del 1921, rappresenta proprio il rapporto intenso tra Dalí e il pittore urbinate. Quest’ultimo è per l’artista spagnolo esempio ma allo stesso tempo anche un alter ego, che ben si presta a servire le sue idee rivoluzionarie. Inoltre, per l’artista spagnolo anche Michelangelo e Piero della Francesca sono due fonti importantissime, con le quali si confronta in continuo; un esempio è l’Eco geologica. La pietà del 1982, una palese rivisitazione della celeberrima Pietà di Michelangelo.

L’esposizione è suddivisa in tre percorsi; il pubblico entra subito in contatto con la vita dell’artista; la mostra offre subito una sintesi della biografia di Dalí, raccontando la vita familiare, la gioventù, gli studi ed anche qualche aneddoto divertente della vita dell’artista.

Subito dopo è possibile ammirare per la prima volta i numerosi scatti che il fotografo Philippe Halsman ha dedicato a Dalí. Le immagini sono molto divertenti ed ironiche; risaltano una delle caratteristiche peculiari dell’artista: i suoi baffi. Difatti, il fotografo si diverte a cogliere Dalí mentre ha i baffi incrociati, lisciati o tagliati.

Nella seconda sezione viene presentato una serie di capolavori, quadri composti da un mondo inquietante, suggestivo, oscuro. Tra di essi spicca l’Angelus architettonico di Millet del 1933.

In seguito, il terzo percorso dell’esposizione mostra le collaborazioni più importanti di Dalí con alcuni artisti Italiani; riservando attenzione allo stretto rapporto tra il pittore e il Bel Paese. Importantissima è la collaborazione con Luchino Visconti, in occasione di una messa in scena di Rosalinda o Come vi piace di William Shakespeare, che debuttò a  Roma presso il Teatro Eliseo nel 1948. La mostra non solo racconta la nascita e l’evoluzione della collaborazione attraverso fotografie e documenti ma offre al pubblico anche alcuni costumi originali della rappresentazione.

Infine, è esposta anche la Vespa della Piaggio che Dalí ribattezzò Dulcinea, in ricordo della donna amata da Don Chisciotte nella celebre opera di Cervantes, una delle ossessioni dell’artista. La vespa non solo riporta l’autografo di Dalí da un lato, ma dall’altro è anche riportato il nome di Gala, compagna e musa dell’artista.


Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

da Macchiato

Marcelus, Alejandro, Marcus e Dimitri1
Flush to Paradise

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!