Internet Caffè. “Tanti auguri amore, guarda cosa ti ho stampato”

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Ci sono oggetti che, per ragioni misteriose, spariscono sempre, per mai più ricomparire. Non ho memoria, ad esempio, di un solo telecomando per la televisione che riesca a conservare per più d’un mese il coperchietto di plastica che nasconde l’alloggiamento delle batterie. Lo caccia semplicemente via, non lo vuole. E con sentenza sommaria, probabilmente, lo condanna all’esilio, giacché una volta perso, giammai si riesce a ritrovarlo.

Analogamente, a pensarci bene, si perderebbe il conto di quante volte ci è successo, da bambini, di ritrovarci davanti a un kit di montaggio di qualche tipo di giocattolo, magari assai desiderato, che non si riesce a terminare per l’assenza di un unico pezzo, generalmente piccolo e di plastica, e spesso indispensabile. Non c’era dall’inizio o l’abbiamo perso noi? O forse è semplicemente evaporato, o si è dematerializzato, costringendoci a ingrossare la nostra nutrita collezione di giochi incompiuti.

E quante volte ancora, incastrando qualche tipo di pezzo dentro un altro, abbiamo agito con forza eccessiva, causando la rottura di una di quelle minuscole estremità plasticose, di uno di quei gancetti insignificanti, la cui assenza ha condannato il nostro oggetto a subire ridicole riparazioni a base di colle e siliconi, oppure ad una esistenza caratterizzata da una precaria instabilità, del tipo “non mi toccare che mi sgancio”, quando non a penzolare indecorosamente, a dispetto del suo essere praticamente nuovo?

Ebbene presto, molto presto, queste piccole quotidiane frustrazioni tipiche della nostra ricca e viziata società occidentale saranno un lontano ricordo, e avremo modo di rimpiazzare tutta questa miriade di minuscoli e insignificanti pezzettini di plastica con la stessa semplicità con cui oggi stampiamo una pagina web, e altrettanto rapidamente. Si profila all’orizzonte una nuova rivoluzione, della quale in verità si parla ancora poco.

Sto parlando delle stampanti 3D. Dispositivi in grado di realizzare veri oggetti tridimensionali, in plastica e altri materiali, anche a più colori, a partire dal loro progetto elettronico, contenuto in un semplice file. E non si tratta di prototipi, o sperimentazioni avveniristiche da laboratorio, ma di dispositivi ormai a disposizione del mercato, abitualmente utilizzati da appassionati di vari settori, in grado di avviare una produzione di scala a livello domestico, con un prezzo che è oramai alla portata di tutti. Così il coperchietto del telecomando potremo rifarcelo da soli, in un batter d’occhio,  se si rompe l’asticella degli occhiali il sabato sera non dovremo consultare il calendario per scoprire a quale santo addossare la responsabilità, e se abbiamo dimenticato il biberon dalla suocera non dovremo scappare in farmacia alle tre di notte.

Su internet, oltre che oggetti, acquisteremo anche progetti, per realizzare da noi stessi i nostri oggetti, con le nostre modifiche, e nel numero che vorremo. Sono già attivi i primi negozi online, che propongono cose di uso quotidiano, oggetti di ogni tipo e qualità che soltanto ieri sarebbe stato impensabile poter stampare.

Ce n’è abbastanza per rivoluzionare il settore manifatturiero a livello globale. Oltre infatti ai modelli professionali del valore di mezzo appartamento in centro a Roma, proposti da HP, per meno di 1500 euro è possibile oggi portarsi a casa un MakerBot Replicator, reduce da uno strepitoso successo al CES di Las Vegas 2012, con cui stampare un universo di oggetti disponibili sul sito www.thingiverse.com, con una scelta che va dal cubo di Rubik a una statua di Venere, passando per un lucchetto a combinazione e una cover personalizzata, e nuova di zecca, per il vostro iphone.

La tecnica di stampa che va per la maggiore sfrutta la manifattura additiva: l’oggetto viene stampato uno strato per volta, riscaldando delle polveri metalliche o plastiche che, deposte come conviene, raffreddandosi daranno luce all’oggetto desiderato. Di più, è possibile anche stampare meccanismi già funzionanti, costituiti da diversi pezzi già assemblati, come serie di ingranaggi che gireranno correttamente appena terminata la stampa. Si tratta, insomma di una svolta epocale, che già vede ridursi mese dopo mese il costo delle cartucce di stampa, e i tempi di realizzazione degli oggetti, con stampanti anche ad uso domestico sempre più veloci. Il tempo in cui diremo alla nostra fidanzata “Tanti auguri amore, guarda cosa ti ho stampato” sembra essere sempre più vicino.

 

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