Il Pulcinella di Mariano Rigillo, un omaggio a Petito

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La stagione teatrale della Galleria Toledo si apre con ‘O Paparascianno, omaggio alla produzione drammaturgica di Antonio Petito.

Laura Angiulli, nella doppia veste di direttrice artistica del teatro e regista, riporta in scena il testo farsesco di Petito, scritto dal drammaturgo  nel 1872.

L’intreccio si snoda secondo i canoni tipici della pièce giocosa.

Tutto parte dall’impedimento di un’azione che mette in moto l’azione: un matrimonio che non s’ha da fare.

Una giovane e graziosa fanciulla, viene promessa in sposa dal padre ad un vecchio signorotto danaroso detto O’Paparascianno , ma il cuore della ragazza appartiene a Frongillo e sogna di convolare con lui a giuste nozze.

Ad aiutare i due giovani a coronare il loro sogno d’amore sarà Pulcinella, qui nelle vesti del capo musico della banda del paese.

I ritmi incalzanti del linguaggio dialettale e la mimica espressiva dei personaggi, concorrono a creare una messa in scena rispettabile e rispettosa nei confronti del testo originale.

Centrale è la figura di Pulcinella, a cui con grande esperienza dà voce e corpo Mariano Rigillo.

Rigillo porta in scena la maschera napoletana per eccellenza, senza cadere nel rischio dell’interpretazione “macchiettistica”., al contrario riesce a connotarla di un’autentica sensibilità(vedremo un Pulcinella che cede alle emozioni del cuore ed alle tentazioni della carne).

I personaggi cosiddetti di “contorno” sono in realtà parte integrante della commedia, uno su tutti il personaggio dell’Avvocato Tartaglia che tiene il ritmo recitativo con grande enfasi e poliedricità.

I due atti recitativi scorrono piacevolmente sotto gli occhi di un pubblico divertito, che diventa complice degli equivoci e i sotterfugi che si snodano in scena.

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