Come parlano i giovani studenti

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Quanto è cambiato nell’ultimo decennio il modo di leggere il mondo e di interagire con la realtà circostante restando sempre aggiornati?
Quanto è difficile commentare, postare, scrivere e in generale comunicare con persone situate in diverse parti del mondo, con solo un ticchettio della tastiera sotto i polpastrelli?
Considerando la facile accessibilità ai più disparati mezzi di comunicazione (internet in primis), come è possibile che così tanti giovani non sappiano scrivere correttamente la propria lingua madre?
Enrica Rivello è un’insegnante di lettere con qualche anno di precariato alle spalle; appassionata archeologa, coltiva un interesse per l’influenza dei mezzi di comunicazione sul linguaggio dei giovani.
Si è quindi chiesta: da dove nasce questo deficit comunicativo nella generazione che più di tutte dovrebbe aver imparato qualcosa dal fissare spasmodico lo schermo del computer/smartphone?
Da qui nasce il suo nuovo saggio ”Del dire e fare parole”, un e-book nel quale cerca di spiegare perché i risultati di test linguistici ai quali sono stati sottoposti alcuni studenti italiani siano così scarsi da diventare quasi imbarazzanti.
Un’opera scritta da un’insegnate per gli insegnanti, ma non solo; una lettura utile a chi si chiede: “E’ così difficile capire quando mettere l’apostrofo??”.
Caffè News l’ha incontrata e le ha fatto qualche domanda. Vediamo insieme:

- Ciao Enrica, innanzitutto chi pensi sia il lettore ideale del tuo saggio? Verso quale tipo di pubblico è indirizzato?

Il libro è un saggio sulla didattica del lessico, quindi diretto principalmente a docenti delle scuole medie e superiori di tutte le discipline che hanno voglia di aggiornarsi, ma soprattutto di mettersi in discussione attraverso il confronto delle metodologie.Ma è anche un libro curioso perché parte da una ricerca fatta su studenti di due scuole medie romane che sono stati sottoposti allo stesso tipo di test linguistici di alcuni studenti universitari; e devo dire che i risultati non si discostano di molto. Sono esilaranti e tragicomici allo stesso tempo. Proprio partendo dai risultati di questi test, mi sono voluta chiedere quale fosse la causa di un tale deficit linguistico in ragazzi che hanno alle spalle anni di studio ed un accesso pressoché illimitato ai mezzi di comunicazione. Ed ho voluto dare la mia versione, assolutamente senza pretese di verità assolute o che, sottolineando la responsabilità anche di tutte le agenzie educative (famiglia, scuola, informazione), ma anche mettendo qualche dubbio sulla validità dei test linguistici basati su pure definizioni asettiche, da dizionario.

- Secondo te da quale punto di vista si differenziano le nuove generazioni in quanto a competenza lessicale?

Oggi i ragazzi hanno un nuovo modo di apprendere, basato principalmente sulla velocità, la forza delle immagini e del suono. Assorbono velocemente qualsiasi lemma e altrettanto velocemente lo dimenticano perché non lo contestualizzano. La parola va meditata, pensata, legata ad un mondo, il loro mondo. E in questo non può aiutarli solo la lettura, ma una serie di strategie didattiche. Per i ragazzi non è importante la differenza tra le parole, non esistono i sinonimi, ma tendono a semplificare ed uniformare.

- Da quale sito sarà possibile effettuare il download dell’ e-book?Sarà gratuito?

La casa editrice è il glifo edizioni elettroniche. Il download costerà 4 €.

- Parlami di te: cosa fai nella vita e come è nato l’interesse per le competenze linguistiche dei giovani?

Sono un’insegnante di lettere di ruolo nelle scuole medie, dopo qualche anno di precariato nelle scuole superiori. Per dieci anni ho affiancato le supplenze al lavoro di archeologa ed infatti la mia prima laurea è in lettere classiche con indirizzo archeologico. Ad aprile di quest’anno ho preso una seconda laurea in scienze della comunicazione; da qui anche l’interesse per l’influenza dei mezzi di comunicazione sul linguaggio dei giovani.

- Perchè hai scelto la formula e-book e come definiresti l’evolversi del progetto? (editori, siti, impaginazione grafica)

Devo ammettere che la scelta di un ebook è dovuta principalmente ai costi insostenibili delle case editrici a cui avevo inviato il libro. Invece pubblicare on line è meno complicato. In particolare la casa editrice che ho scelto si occupa solo di ebook (filosofia, storia, psicologia, ecc..) ed ha una politica molto chiara: se il testo vale la pena di essere pubblicato, ti verrà riconosciuta una percentuale sulle vendite,  e non devi pagare nulla, neppure gli adattamenti per i formati ebook del testo.
Abbiamo fatto tutto on line in modo veloce, snello e chiaro.
Il libro è piaciuto subito, mi hanno suggerito qualche aggiustamento editoriale e dopo la prima correzione era pronto.
Io sono una fan del libro cartaceo, nonostante la mia età adoro comprare libri in libreria, ma sono anche convinta che i saggi e i manuali di studio e lavoro siano forse più utili on line, perchè è sul pc che lavori, perchè puoi decidere cosa stampare e cosa no e così via. Sono anche fermamente convinta che il cartaceo continuerà la sua vita parallela accanto all’ebook, anche quando questi saranno in maggioranza.

- E infine: quando uscirà l’e-book?

Dunque,si potrà scaricare a partire dalla fine di questa settimana direttamente qui, dal sito del il glifo seguendo le indicazioni.

Bene, buona fortuna!

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