La Grasse Matinée – Una playlist che è la fine del mondo

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Ci crede soltanto il 15% della popolazione intervistata in giro per il mondo, eppure se ne continua a parlare. Chiaramente lo sta facendo anche la sottoscritta, ma con il fine sornione di divertirsi un po’.

Il suggerimento è questo:okay, il mondo finirà. Sì:supponiamo che finirà.

Ebbene:cucinatevi questa seratina come più preferite. Ormai è quasi un imperativo quello di organizzarsi per la sera del ventuno per ubriacarsi come non mai o fare l’amore fino a non poterne più. Ma bisogna pensare anche agli astemi che non godono della fortuna di avere qualcuno con cui fare l’amore e che rifiutano di complicarsi in ricerche di vario tipo per togliersi il vizio. Vogliamo lasciare questa -presumo grande- fetta di popolazione a vedersi il mondo finire così, nel nulla, senza un minimo di godimento o quantomeno intrattenimento?

Assolutamente no. Ecco quindi che la Grasse Matinée si prodiga in una ipoteticamente ultima impresa di volontariato per riscaldare i cuori dei terrestri che non affogheranno in vino né in amplessi, il fatidico venerdì della prossima settimana.

 

Cinque film, anzitutto:dovrebbero bastare, per riempire le ore di frenetica attesa. Primissimo, tedesco, kolossal quanto basta: è “2012” di Emmerich. Tocca. E’ come il tacchino al giorno del Ringraziamento. Secondo:sobriamente danese, il sublime “Melancholia”. Terzo: “4.44 last day on Earth”, di Abel Ferrara. Dove ci si lascia andare a questa vita molto sesso-droga-rock’n'roll di cui sopra, che lo stesso regista prende in considerazione convinto che questa catastrofe imminente possa spingerlo in più grandi slanci creativi.

In quarta posizione piazzo un francesissimo Jean-Marie Larrieu con “Les Derniers Jours du monde”, del 2008. E qui già c’è puzza di cattivo presagio visto che Larrieu stesso si ritrovò bloccato nei Pirenei quando avrebbe dovuto presentare il film al Festival del Cinema di Roma. La causa? Mah, niente:l’esplosione dell’Eyjafloll del 2010.

Vogliamo concludere in grande? Quinta posizione:il nient’affatto convincente “Io sono Leggenda”.

Dopo questa maratona quasi quasi finirete per auspicarla, la grande disgrazia della fine del mondo.

 

Ma La Grasse Matinée fa di più:vi consiglia una pubblicazione per cui si è scomodata addirittura la Mondadori. E Giacobbo ciarla in “2012, la fine del mondo?”. In Francia hanno anche stilato un elenco delle 99 cose da fare aspettando le fine del mondo. Ma questo non posso consigliarlo perché quando manca una settimana ahimé, quel che è fatto è fatto. Eric Bouhier, ti ringraziamo per aver sprecato parte del tuo tempo utile per scrivere un elenco che pochissimi avranno potuto consultare. Avresti potuto farne tante altre, tu:grazie di cuore, davvero, per avervi rinunciato per dare consigli a noi. Un altro grazie pre-apocalissi va anche a Jean-Noel Lafargue, che ci ha scritto -o meglio, ha scritto a questi fortunati francofoni- “Les fins du monde de l’Antiquité à nos jours”:eh, la classe, la classe. E chiaramente, visto il prezzo -45 euro- il nostro Lafargue anche finirà per consumare le sue ultime ore con caviale e aragoste.

Ecco. Ora dovreste sentirvi davvero al top.

Anche io:ho compiuto il mio dovere. Ho provveduto a non lasciarvi brancolare nel vuoto, tigri in gabbia in monolocali angusti e vuoti, a fare angosciosi countdown. Saprete come spendere gli ultimi risparmi, tanto ora a cosa vi servono?

Investite per godervi le ultime ore con una playlist filmica e libraria che è la fine del mondo.

 

E per finire in meraviglia vi linko un Caparezza apocalittico, che indirizzi letture ed interpretazioni varie dell’articolo e non solo.

 

Fatto il mio dovete, mi congedo.

Un’affettuosa risata a voi tutti.

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