NarteA riaccende il pensiero di Giordano Bruno

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Presso il Complesso di San Domenico Maggiore, sito in Via San Domenico Maggiore a Napoli, ieri sera l’Associazione culturale NarteA, in collaborazione con Ne Artpolis, ha proposto “Fiamme e Ragione”, un suggestivo itinerario teatralizzato che ha raccontato la storia del filosofo nolano Giordano Bruno.

Grazie all’interpretazione di attori professionisti quali Antimo Casertano, Giuseppe Romano, Antonio Perna e Carlo Caracciolo, sono stati riportati in vita, oltre al Bruno, anche gli altri personaggi legati alle sue vicende. Ovvero coloro che hanno osteggiato, mediante la propria abietta e ostile mentalità chiusa all’innovazione e resa cieca dal potere temporale e terreno, il suo innovativo e riformatore pensiero.

Gli intervenuti – numerosissimi in entrambi i turni previsti – sono stati accompagnati dalla preparatissima, simpaticissima e appassionata guida di Gianfranco Russo, in un itinerario con più tappe. Ma oltre a conoscere meglio la vita del filosofo, essi hanno potuto anche apprezzare il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore (immenso convento recentemente restaurato), con i suoi meravigliosi affreschi, dall’alto valore storico e simbolico, nonché le nefandezze passate di una Chiesa peraltro ancora oggi chiusa al cambiamento.

La scelta della location non è casuale. Proprio nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, Filippo Bruno da Nola entrò all’età di diciassette anni per diventare un sacerdote dell’Ordine Domenicano, prendendo il nome di Giordano, in onore di Giordano Crispo, suo tutore e maestro di metafisica. Con notevoli prestiti da Nicola Cusano, Giordano Bruno elabora una nuova teologia dove Dio è intelletto e ordinatore di tutto ciò che è in natura, ma egli è nello stesso tempo Natura stessa divinizzata, in un’inscindibile unità panteistica di pensiero e materia. Per queste convinzioni, giudicate eretiche, fu condannato al rogo dall’Inquisizione della Chiesa romana il 17 febbraio 1600, dopo sette anni di detenzione.

Prima di questa incresciosa condanna, Giordano Bruno eseguì diversi viaggi anche all’estero. Ultima tappa fu Venezia, dove il Senato concesse l’estradizione per l’arresto. Ovunque andasse, il filosofo originario di Nola era circondato da tanta stima e ammirazione, ma al contempo, anche tanto astio da parte dei potenti, i quali lo utilizzavano come indovino e proprio passatempo. Per non parlare della Chiesa romana, ancora palesemente radicata nell’oscurantismo medioevale. Ancora oggi i suoi testi sono ritenuti profani dal Vaticano, e un minimo mea culpa fu timidamente espresso da Giovanni Paolo II.

Per aggiornarsi su prossime repliche e conoscere le altre iniziative dell’Associazione culturale NarteA, visitare il sito www.nartea.com oppure contattare direttamente l’Associazione (info@nartea.com – 339 7020849 – 334 6227785).

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da Avanguardie

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