‘Ciao Amico’ , un progetto per la vita

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Si chiama ‘ Ciao Amico’, ed è un progetto innovativo e rivoluzionario al tempo stesso.

L’idea nasce come programma editoriale e si estende in un film, ha come argomento centrale la disabilità, ma non vista come un peso o una vergogna, bensì come una condizione ‘parallela’ alla quotidianità umana.

Il progetto culturale, come già sopra evidenziato,  nasce con un libro edito da Ethos Edizioni, e narra le vicende di quattro ragazzini disabili che, aggirando ingerenze di soggetti gravitanti in seno alla criminalità organizzata, si catapultano in ciò che viene definita ‘una storia fantastica’.

La trama, avvincente, originale, dissacrante nei riguardi di vecchi luoghi comuni su categorie umane da sempre relegate in pregiudizi, è stato abbracciato addirittura dal mondo cinematografico per realizzare una serie tv di almeno sette puntate.

Chi sarà il regista ? Il nome echeggia incredulità solo a sentirsi: Tinto Brass.

Il regista veneto, attratto dal significato profondo del programma culturale, collaborando con l’ideologo di tale progetto (Mata Leon), ha istituito una sinergia d’intenti con prestigiose associazioni italiane protese all’assistenza verso disabili, le quali risultano essere: Istituto S. Stefano, Terra e Mare società cooperativa solidale, Centro Sportivo Italiano, con sede nella città del Vaticano.

Il messaggio culturale che inoltra tale progetto rimanda ad una percezione del mondo innovativa e diversa da quella attuale, in cui il normodotato è uguale negli aspetti sia esteriori che in caratura morale, psicologica, pratica, a chi non lo è mai stato fino al momento.

Ma dietro questo progetto, chi c’è in realtà ?

Come ribadito sopra, è Mata Leon l’ispiratore culturale ed il deus ex machina che ha creduto in questo progetto che sta ricevendo consensi da ogni ambito.

Il vero nome del geniale creatore di ‘Ciao Amico’, è in realtà Maurizio Taglia, nato a Roma nel 1959 e dopo avere partecipato ad innumerevoli film, nel 1980 diviene produttore. Nel 2006, creando una piccola casa di produzione indipendente, scrive e produce ‘Amarti nel Silenzio’, vincitore del Festival Internazionale dei cortometraggi.

La creatura artistica, scovata da Mata Leon, che ha mostrato grande talento sia sotto l’aspetto cinematografico che editoriale, coadiuvando il produttore romano, si è rilevata la siciliana Giusy Ferrante.

L’attrice, nel 2006, contribuisce alla vittoria del premio sopra descritto, mediante collaborazione alla sceneggiatura, per poi aggiudicandosi qualche anno dopo, il Trofeo Penna d’autore come poetessa.

Dal 2012, l’artista, ricopre un ruolo di primaria importanza nel progetto ‘Ciao Amico’ ed è attualmente impegnata anche in un mediometraggio intitolato ‘ il Viaggio della Vita’.

La tematica centrale in cui si incanala tale mediometraggio ?  Le morti bianche del sabato sera.

Anche qui il messaggio della sacralità della vita prende il sopravvento su qualsiasi altra cosa che potrebbe creare barriere ostative.

Questi sono i chiari segnali  di solidarietà e rispetto verso l’altrui vita,  da lanciare alle generazioni, nelle forme di emulazione ed assimilazione di valori che l’arte riesce a diffondere nelle sue forme di espressione.

E’ tempo che i settori della politica italiana strizzino gli occhi a questo genere di editoria e di produzioni televisive, in cui si concentrano messaggi eticamente impeccabili di giovani artisti, le cui doti umane rimangono spesso imprigionate da lobby o caste legate ai consueti giochi del potere di turno.

Così come sarebbe opportuno che il Ministero della Pari Opportunità, dia maggiore spazio a tali eventi, finanziando, divulgando tali opere culturali, canalizzando i propri interventi di crescita a queste organizzazioni, depauperate sovente di strumenti di crescita e possibilità di divulgazione dell’arte.

 

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da Avanguardie

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