“Il Lago dei Cigni” al Bellini, balletto russo nel segno della tradizione

Tostato da

Ci sono storie che, per raccontarle bene, bisogna partire dalla fine. Ed è giusto in questo caso partire dal sonoro apprezzamento del pubblico, che si è spellato le mani ieri sera, al Teatro Bellini, in occasione dell’esordio napoletano de “Il lago dei Cigni” messo in scena dalla compagnia del Balletto di Mosca “La Classique”.

Che ha dimostrato come l’opera che è sintesi e cifra della danza classica, e che ha reso celebre il Balletto russo nel mondo, possa essere rappresentata così come fu al suo esordio al Bolshoj, nel 1877, senza schernirsi, e astenendosi dal reintepretarla in chiavi stravaganti, postmoderne o che dir si voglia, ma anzi mettendola in scena orgogliosamente autentica e aderente all’originale di Petipa e Ivanov, per precisa volontà del direttore Melikov. Così marcando, se ce ne fosse bisogno, la differenza con la modernità, non più purtroppo in grado di inscenare la purezza dei valori ideali d’un tempo, e facendo della semplicità la propria forza.

Il pubblico ha assistito, lungo il filo del racconto, al dispiegarsi della più classica delle storie, col Principe Siegfried protagonista acerbo e imbarazzato, preda dello scontro eterno tra Bene e Male, tra amor sacro e amor profano, tra candida purezza e irresistibile sensualità. Nel gioco delle parti, lo spettatore s’immedesima, accompagnato dalle struggenti melodie di Ciaikovskij, nel tormento del Principe e di Odette, vittime dell’inganno consumato da Odile, cigno nero, e del sortilegio del potente mago Rothbart. E vive la vicenda fino al trionfo ed alla celebrazione dell’amor puro, perso tra i tulle ed i tutù, sullo sfondo della cupa atmosfera del freddo e grande Lago, popolato da Cigni e magnificamente reso dallo scenografo Gurenko.

Uno spettacolo appagante, che si fa seguire fino all’ultima arabesque, con viva partecipazione – incredibile a dirsi – a dispetto dell’ovvia prevedibilità della storia, o forse proprio per questo.

Superba l’interpretazione dei quaranta della Compagnia – impegnati in uno sforzo immenso, ma senza affanno e senza sudore – e certamente degna della fama intramontabile che accompagna l’opera. Sopra tutti degna di nota quella di Nadejda Ivanova, étoile del gruppo, che col suo librarsi, ora aggraziato, ora sensuale, e con le sue fouettes mozzafiato, ha saputo ben rendere la differenza tra i due personaggi, nei panni insieme dello splendente cigno bianco e del tenebroso cigno nero.

In replica fino al 20 Gennaio al Teatro Bellini di Napoli. Da non perdere, anche per i profani del genere, perché bellezza e grazia sono lingue universali, e accessibili a tutti.

Info e biglietti

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!