“Il discorso del re” al Teatro Diana di Napoli

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 Nel 2010 il lavoro dello sceneggiatore britannico David Seidler, con la regia di Tom Hooper, apparve sul grande schermo: Colin Firth e Geoffrey Rush furono i protagonisti de “Il discorso del re”, pluripremiato agli Oscar 2011.

Nel 2012, ispirandosi al film, Luca Barbareschi, in qualità di regista, ripropone “Il discorso del re” come spettacolo teatrale. La tournée, cominciata lo scorso 19 Ottobre, terminerà il prossimo 10 Marzo.

Per il regista, l’esibizione teatrale è un inno alla voce e all’importanza delle parole. Quale testo allora, se non quello di Seidler, sarebbe stato più adatto per un’ interpretazione sul palcoscenico? Lo sceneggiatore narra la storia di una balbuzie che non avrebbe avuto peso se solo a manifestarla non fosse stato il re; una balbuzie di cui lo stesso Seidler ha sofferto e che pertanto, sin dalle prime battute, viene trattata non come fonte d’ilarità per chi dall’esterno assiste alla scena ma presentata come fonte di malessere per chi ne soffre ed è costretto, suo malgrado, a farci i conti.

Nel ruolo del duca di York, Dini interpreta Albert (detto anche Bertie), il secondogenito del Re Giorgio V. Bertie soffre di balbuzie e quindi non è in grado di tenere un discorso pubblico. Dapprincipio ciò sembra non rappresentare un problema, considerato che -in qualità di secondogenito- non sarà lui a dover succedere al padre. Dopo l’ascesa al trono come successore di re Giorgio V, il primogenito sceglie però di abdicare in favore di Albert poiché, essendo innamorato di una donna divorziata, trova l’opposizione del popolo e delle autorità del suo regno: sarebbe disdicevole se una donna che ha già sposato due uomini diventasse la consorte di un re. E così, nonostante la difficoltà nell’esprimersi che l’accompagna sin da bambino, Albert dovrà accettare la responsabilità di essere la voce che deve tenere unita la Nazione.  È il logopedista Lionel Logue, interpretato da Barbareschi, che consente a Bertie di affrontare il problema della balbuzie attraverso l’applicazione di metodi palesemente inconvenzionali. Albert potrà così dimostrarsi all’altezza del ruolo che la sorte gli ha assegnato, superando le sue difficoltà e riuscendo, nel finale, a tenere più che dignitosamente quello che sarà il primo di numerosi discorsi alla Nazione.

Il periodo storico in cui si svolgono i fatti è significativo: il re, ormai lontano dall’essere una semplice effigie su una moneta, entra nelle case dei cittadini grazie ai nuovi mezzi di comunicazione di massa.  Le trasmissioni radiofoniche creano un contatto tra gli ascoltatori e lo speaker: le onde radio fanno da ponte tra il sovrano e il resto della Nazione, una Nazione i cui cittadini, alle soglie del Secondo Conflitto Mondiale, hanno effettivamente bisogno di sentire rafforzata la propria identità nazionale e di sentirsi guidati da una figura di riferimento.

Un re può essere balbuziente? Pare che, una volta che si sia imparato a sentirsi re, la balbuzie sparisca; questo almeno sembra essere il messaggio positivo lanciato agli spettatori dal timido Albert: una trasformazione è possibile. Bertie, il bambino indifeso e ripetutamente maltrattato dalla tata, prende il nome di Giorgio VI e con esso fa propria una nuova identità, quella di un re consapevole delle proprie capacità, così come dei propri limiti, e costantemente amato dalla moglie.

Barbareschi: “E’ una bellissima storia sul senso di responsabilità e sulla dignità del ruolo, anche quando tale ruolo non è atteso né desiderato, sulla solidarietà familiare e sulla forza di volontà che permette di superare ostacoli apparentemente insormontabili.”

Accanto a Filippo Dini e Luca Barbareschi recitano Astrid Meloni, Chiara Claudi, Roberto Mantovani, Ruggero Cara, Mauro Santopietro e Giancarlo Previati.

Via Luca Giordano, 64 – 80127 – Napoli

Fino al 27 gennaio lo spettacolo andrà in scena al Teatro Diana di Napoli

GIOVEDì              17          GENNAIO                           ORE 21.00

VENERDì             18          GENNAIO                           ORE 21.00

SABATO               19          GENNAIO                           ORE 17.30/21.00

DOMENICA         20          GENNAIO                           ORE 18.00

LUNEDì 21          GENNAIO            RIPOSO

MARTEDì             22          GENNAIO                           ORE 21.00

MERCOLEDì        23          GENNAIO                           ORE 17.45

GIOVEDì              24          GENNAIO                           ORE 21.00

VENERDì             25          GENNAIO                           ORE 21.00

SABATO               26          GENNAIO                           ORE 17.30/21.00

DOMENICA         27          GENNAIO                           ORE 18.00
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da Avanguardie

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