La Grasse Matinée: Le declinazioni infinite del « Quadrato Circolare »

Tostato da

Se su Google Italia scrivete César Lopez vi comparirà la voce Wikipedia di un musicista sudamericano. Provo e riprovo:nient’altro. Ecco che mi trovo a brancolare nel vuoto, mentre cerco una qualsiasi documentazione su questo autore cubano, classe 1933 poeta amico di José Lezama Lima, di cui mi è fortunatamente capitata sotto mano, quasi per caso, una meravigliosa raccolta di racconti, chiaramente non tradotti in italiano:Le Carré Circulaire, (Maurice Nadeau editrice, i racconti sono estratti da “Circulando el cuadrado” – Madrir 1986 – e “Ambito de los espejos” – La Havana, 1986 – , entrambi titoli alla Borges e, vedremo, molto significativi circa il contenuto dei racconti). In Francia, Lopez arriva nel 1990. In Italia, ancora non c’è.

Ispeziono le informazioni bibliografiche sulla quarta di copertina per convincermi che Lopez esiste, che da qualche parte ci Cuba ha scritto e ancora vive. Ha studiato filosofia e anche medicina, come Rabelais, come Michaux, a Cuba e in Spagna. Si è avvicinato al Surrealismo, a Virgilio Piñera, ha aderito alla Rivoluzione cubana, di cui si sente l’eco continua nell’opera “Le Carré Circulaire”: “Ombre et lumière, paradoxe des jours et des nuits, voilà ce qui toujours a fondé la via et la poésie sur cette ile”, scrive nel 1988 per la rivista francese Autrement. La raccolta di poesie “Ceremonias y ceremonias” vince il premio della critica.

Eppure sono i racconti di “Le Carré Circulaire” a colpire per il loro modo di tornare, circolarmente appunto, ad analizzare sempre le stesse dinamiche, quel totalitarismo paradossale, la folle oppressione che l’uomo fomenta e subisce al tempo stesso, narrandola sotto migliaia di aspetti differenti, senza mai perdere la verve narrativa che lo riconduce al filone prolifico ma di difficile inquadratura che è il realismo magico.

Ecco che torna il tema dell’incomprensione, dell’estraneità, dell’alienazione rispetto al mondo, del sentirsi al margine:un uomo sperduto che si incammina in una città dove all’improvviso tutti iniziano a parlare una lingua che non capisce, fino a che un giorno un compagno nelle sue stesse condizioni, come un miraggio reciproco, gli si avvicina per trovare conforto se non che, appena l’uomo prova a rispondergli, si ritrova anch’egli ad articolare quel susseguirsi cacofonico di consonanti incomprensibili, ingabbiato suo malgrado in una lingua tiranna che si fa muro rispetto all’altro. Il primo racconto si conclude così, in questo quadrato di estraneità reciproca.

Poi c’è una donna che parla ad un uomo in un monologo che raggiunge picchi di passione straziante fino a che l’uomo non riprende il suo cammino lasciandola sola, e il lettore capisce che altri non era che uno socnosciuto come tanti altri che ogni giorno la donna blocca e ai quali sciorina parole d’affetto e protezione quasi materna affibbiando loro il misterioso nome di Alejandro. Ancora solitudini disperate, in Lopez, che innamorano il lettore.

A seguire, gambe di paesani sulle quali si diffonde un morbo sconosciuto:bolle misteriose sulla gamba sinistra o destra secondo l’appartenenza politica degli individui. Il municipio dà allora ordine di fare fuori i potenziali portatori della malattia:cani, gatti, lupi, cavalli, asini, porcellini d’india, fino a che alla fine dello sterminio animale gli uomini non si ritrovano soli, sempre intenti a farsi la guerra e a grattarsi bolle:qui Lopez scrive un nuovo mito ed una grande metafora umana, riprendendo elementi della “Peste” di Camus, analizzando ed ironizzando amaramente su quel non voler capire proprio di un’umanità in difficoltà.

Ci sono poi commedianti fatti fuori perché portatori di realtà dure da sopportare, cicli viziosi di complimenti reciprochi che vorticando in un botta e risposta si allontanano dal motivo iniziale che li ha suscitati, dove la formula di cortesia prende il sopravvento arrampicandosi sul nulla, vista la perdita della sua causa iniziale, costruendo astrusi castelli di sabbia e complimenti che però alleviano sofferenze reali e concrete del popolo; ci sono detenuti che si danno alla fuga e poi si ritrovano a fare da guardie alle loro stesse guardie, in prigione, ed ecco che tornano circolarità e ripetizione. C’è un fiume dove iniziano a giungere, sugli argini, piedi, mani, busti e poi tutte le parti di corpi misteriosi che il popolo raduna. Anche lì, la guerra è presto fatta:si forma la fazione del “viene prima il frazionamento e la parte rispetto all’intero”, si scontra con i sostenitori della totalità, scoppia una guerra spietata. “On vivait une époque de morceaux et morcellements”, scrive ironico l’autore.

Curioso è anche lo specchio magico ribelle che smette di lodare gli umani e finisce per chiedere “uomo curioso, uomo interrogante, chi è lo specchio più magico del reame?”, e gli specchi si specchiano e richiamano una scia di richiami intertestuali in cui echeggia Borges fra gli altri, non c’è bisogno che mi dilunghi su ciò per mettere in evidenzia il fascino dei racconti di Lopez.

Per concludere, circolo vizioso per eccellenza, c’è l’uomo che ha ucciso, che si confessa, che uccide il confessore perché non sostiene che questi sappia del suo crimine segreto, per poi confessarsi di nuovo, per uccidere, per confessarsi, e così nuovamente e all’infinito con risvolti inattesi nella conclusione. Perché Lopez, nei suoi racconti è restio di fronte ai finali a metà, abbozzati, al non concluso che tanto va oggi:nei suoi racconti spicca sempre, puntuale, un “fino a che”, che segnala il momento dei snodo, il raggiungimento dell’apice. Perché se il cerchio è quadrato, nel titolo, è perché questa ripetizione continua di schemi e scheletri di base si gonfia sempre di più fino ad esplodere, sul finale, a chiudere una quadratura, perché la pistola che Lopez mostra all’inizio finisce sempre per sparare il suo colpo nel modo più sorprendente. E, quando spara, il lettore non sente solo il rimbombo fuori, ma anche lo sparo addosso.

Peccato che in Italia questi spari non riecheggino neanche.

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.