Latte Acido, un romanzo per sconfiggere il Minotauro che è in noi

Tostato da

Il romanzo “Latte Acido”, pubblicato ad ottobre 2012 scritto da Rossella Luongo ed edito da Edizioni della Sera, p stato presentato lo scorso 22 febbraio al Caffè letterario di Avellino. Un romanzo che sicuramente emozionerà i lettori come ha emozionato me, ma vediamo come si sviluppa la sua interessante trama.

Il lettore ha la possibilità di trovarsi immerso in una storia capace di arrivare al cuore di tutti, di farci da scudo davanti ai nostri demoni antichi. Ognuno di noi ha una parte di passato da cui scappa e questa fuga ci allontana dalla vita reale, dal prendere coscienza di se e lottare per se smettendo di lottare per gli altri, di trovare la nostra felicità nella sottomissione alla felicità e agli istinti altrui. Questo romanzo ambientato a cavallo degli anni ’70-’90, vissuto in particolare tra gli anni ’90-’96 ci insegna a riconoscerci come individualità, come contenitori di sentimenti che devono necessariamente imparare ad usare la ragione per costruirsi la propria identità, per fare tesoro anche dei drammi dei tormenti interni e capire di essere vita e possibile motore dei muscoli di un sorriso in più nel mondo.  Parlare solamente della trama sarebbe come stilizzare un romanzo che nella realtà diventa un amico, affronta una tematica importante come il sentirsi inadeguati nel più semplice dei modi: in maniera naturale.

L’inizio offre poche impressioni su come si aprirà la storia successivamente eppure è interessante, scorrevole, la lettura naviga su onde docili finché non si arriva al primo vero demone antico del protagonista Roberto: le violenze subite da piccolo per mano della nonna. Qui viene descritto il nostro protagonista come bambino, ancora più infantile nella sua rilettura, quando si tratta solo di un cucciolo che non poteva avere la forza per capire cos’era bene e cosa male, un bambino cresciuto in una famiglia divisa, che cerca di combattere contro il dolore dell’assenza ma finisce per sopirlo, non capisce è un bambino non potrebbe fare altrimenti. In questa prima parte ci troviamo così a vivere nel territorio dell’Irpinia con le sue bellezze, ci scopriamo partecipi di un mondo ricco di tradizioni ma severo e ritualizzato come quello del sud, dove i rapporti familiari e soprattutto ciò che il paese vuole e impone contornano la vita del personaggio.

Dal racconto vissuto secondo la lettura di un uomo che si riscopre bambino ferito la storia si sposta a raccontare gli anni del liceo, anni che più o meno tutti ricordiamo come culle di speranze e incoscienza. Sono gli anni in cui spesso si ha la consapevolezza di commettere errori eppure non ci si risparmia e si vive tutto ciò che la vita offre, tutto ciò che pensiamo di possedere con la convinzione spasmodica che la vita sia tutta li, che qualsiasi passo successivo non acquisterà mai l’importanza degli anni del liceo, dell’anno della maturità, e l’esame per la maturità appare così come insormontabile.

Sono questi gli anni in cui si ramifica la storia, gli anni delle disfatte e degli amori adolescenziali, amori che sembrano sempre impossibili esattamente come per il nostro protagonista. Amato e desiderato da diverse compagne del “team”: Laura, Karin e Francesca; ragazze che saranno il suo appiglio per uscire dal labirinto di menzogne e vittimismo in cui si nasconde per negare la realtà, incapace di affrontare quello che poi è il suo sentimento più contrastante e profondo: l’amore per l’amico Andrea. Un amore frutto della devozione di Roberto per l’amico che non si basa su sentimenti come rispetto e scambio ma volontà di possessione e sottomissione all’indole del seduttore Andrea che colpisce tutti e che lo stesso sfrutta solo per placare le proprie voglie, senza preoccuparsi dei sentimenti altrui. Quest’amore a senso unico, viene trattato nella maniera più naturale possibile come nella realtà dei fatti è. Un amore tra due uomini che viene affrontato dalla scrittrice come sentimento puro e semplice senza imporsi falsi schemi, un sentimento travagliato e sofferto come solo la passione può essere soprattutto se chi vive la passione la esamina cercando di darle un senso. Non le si può resistere bisogna viverla per capire se si tratta di un errore dovuto ad una propria sofferenza o meno. Una storia da vivere perché aiuta il lettore ad affrontare i propri dubbi, indica come sia possibile costruirsi un percorso per scoprirsi adulti e soddisfatti di quello che si è.

Latte acido, un titolo che non capirete finché non arriverete alle ultime pagine. L’autrice Rossella Luongo ci presenta una storia contornata di amicizia, amore, anche di solitudine, smarrimento e sottomissione insomma chiunque leggerà il libro si troverà a combattere contro il Minotauro della propria coscienza.

Non aspettatevi nulla di scontato e se volete sapere come finisce l’amore tra Roberto e Andrea, se volete sentirvi un po’ meno incerti davanti alla lotta contro le vostre paure non vi resta che leggerlo e farne tesoro.

Buona lettura.

Rossella Luongo, Avellino 1971. Svolge la professione di avvocato ed è giornalista-pubblicista dal 1995. Ha realizzato un Ebook di racconti dal titolo “Borderline” (Self-publishing, 2011), riprodotto anche su carta in tiratura limitata. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: “Passaggi di piccole cose” (Joker, 2011), “Ipotesi di contrasto”(Giulio Perrone, 2010), “Canti metropolitani” (Samuele, 2009), “La Fata e il Poeta” (Fermenti, 2007). Sito web: www.rossellaluongo.it 

 

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!