La Grasse Matinée – Marzo à la française

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Le porte di Palazzo Farnese eccezionalmente aperte al fortunato pubblico – prenotatissimo da giorni se non settimane – per accogliere il prolifico scrittore francofono libanese Amin Maalouf nei sontuosi corridoi dell’ambasciata francese a Roma. Un mucchietto contenuto ed ordinato di persone di ogni età, francofoni come romanissimi, che avanza piano, sale le scale, prende posto e si dispone un taccuino sulle gambe, la penna in mano, una macchina fotografica, assapora la consistenza di impalpabili pagine di libro fra i polpastrelli.

Non troppo élitario senza tuttavia cedere al pacchiano: il Festival de la Fiction Française, giunto alla sua quarta edizione in Italia, mantiene un equilibrio che unisce una buona organizzazione all’accessibilità, la fruibilità degli eventi al valore dei contenuti proposti, la presenza degli autori a quella di validissimi moderatori ed attori per i reading.

Festival itinerante, questa sfilata di narrativa francese si muoverà nelle maggiori città italiane – Roma, Milano, Bologna, Padova, Napoli, Palermo fra le altre – occupando non soltanto gli spazi da sempre adibiti a questo genere di iniziative – nella fattispecie il centro culturale di largo Toniolo a Roma, sede della mediateca francese – ma anche le biblioteche comunali, le università, le ambasciate, le varie case delle donne e case delle traduzioni.

Amin Maalouf e la sottoscritta, Leyla Khalil, alla fine della presentazione del libro “I Disorientati” nell’ambito del Festival

Il calendario pullula di ospiti: c’è il cosiddetto erede francese della beat generation Philippe Djian, c’è il notissimo Yasmina Khadra, Philippe Claudel, il già menzionato Maalouf, di recente ingresso all’Académie Française, ci sono i giovani come Antoine Laurain, la classe ’81 Caroline Lunoir, ci sono rappresentanti della francofonia marocchina come Fouad Laroui e haitiana come Dany Laferrière.

Nell’incontro iniziale a Palazzo Farnese, infatti, lo scrittore Michel Le Bris ha sottolineato l’importanza di questa alleanza di autori francesi e francofoni per un ritorno comune al romanzesco, all’idea di un romanzo-mondo che vada al di là di quello che a lungo è stato detto “romanzo francofono”: La Bris nel suo manifesto, firmato ed accettato da numerosissimi autori fra cui il creolo Edouard Glissant, ha evidenziato la volontà di andare di là gli spazi geografici, dei confini politici, in nome di un comune ritorno al romanzesco in lingua francese in qualsiasi parte del mondo ci si trovi.

In un certo senso, visti gli autori invitati in Italia quest’anno per il festival, la nuova prospettiva-augurio può essere proprio questa: che la narrativa francofona possa diffondersi senza imporsi, rendersi fruibile alla più grande fetta di mondo possibile senza che la sua diventi una pesante egemonia.

Ciò è certamente possibile anche grazie anche ad editori – grandi colossi come anche piccole e medie onestissime case editrici – che si interessano alle novità letterarie provenienti dal grande e delocalizzato mondo della francofonia:pensiamo a Gremese, a Voland, ad e/o, 66th and 2nd, presenti al festival con i loro autori, o a neonate ma promettentissime case editrici come Clichy, che proprio sulla francofonia si basa, senza però fare di questa un limite vincolante.

Fino a sabato prossimo, insomma, l’Italia sarà terreno da gioco di una staffetta in cui scrittori francesi e francofoni correranno da un’estremità all’altra dello stivale, correranno sulla nostra mancanza di papi e governatori, correranno sulla nostra pizza e il nostro caffè ristretto per offrirci una boccata di finzione, brandendo il visionario vessillo del ritorno al romanzesco.

Per chi vuole, sono lì:ogni giorno, in qualche angolo della città.

Per ulteriori informazioni:

http://www.facebook.com/festival.narrativa.francese

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