A colpi di penna – La signorina M. e gli indecisi cronici

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faccia-indecisa«Tesoro, ti sei accorta che nessuno pare mai contento?» domanda la signorina M. mentre passeggiamo braccio a braccio.

«Beh, sì, ma a cosa ti riferisci nello specifico?  Lo sai che odio i discorsi generalisti… »

«Qualche giorno fa ho rincontrato tre vecchi amici dell’università e ci siamo intrattenuti al bar per un aperitivo. Sai che cosa mi è rimasto di quel lieto incontro? La mia amica Marta ha un lavoro a tempo indeterminato e un uomo che ama, e che la ama. Dovrebbe essere il ritratto della gioia, e invece pare una penitente prossima alla crocifissione perché sogna di strappare il contratto e perdersi nel mondo, via, in altre città, in altri luoghi. Flavio abita a Londra, dove ha sempre voluto essere. Ha un lavoro ben retribuito, un sacco di amici, ma sta pensando di tornare in Italia per riconquistare la sua ex. Pare gli manchi, nonostante sia stato lui a mollarla per volare a Londra. Andrea, invece, si è sposato. Viveva in un appartamento, finché non ha acceso un mutuo per acquistare una villetta in campagna. Ora che ci sta dentro si lamenta che è un ambiente dispersivo e che il vuoto degli spazi lo opprime. Insomma, chérie, in mezz’ora di conversazione non solo mi hanno ingolfato la testa di finte disgrazie, ma mi hanno pure fatto venire il mal di testa!»

«Immagino. Comunque è vero, noi esseri umani siamo strambi.»

«Strambi è dir poco, cocca. In quel marasma di voglie e di gusci vacanti io ci stavo rimettendo la gioia di vivere!»

La signorina M. è una donna di trentanni, con la lingua lunga e lo sguardo acuto.

Commenta quello che la eccita, o la fa arrabbiare.
Ha il gusto di una parigina degli anni Venti (li ama) e lo humour di un’inglese in gonnella scozzese.
Quando busserà alla vostra porta, preparatele una tazza di tè e ne sarà contenta

 

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