La musica inaspettatamente

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L’Elfo dei boschi è tornato fra noi, il ragazzo biondo dalla pelle diafana e le dita leggere incanta i passanti. Le signore con le buste cariche di vestiti, che andranno a far compagnia come fantasmi senza vita ad altri abiti in armadi troppo pieni, stipati l’uno contro l’altro come la gente in metropolitana nell’ora di punta, s’arrestano e con piede fermo sull’asfalto assaporano un ricordo di gioventù sulle note di “The way we were”. Il suono dell’arpa incantatrice s’alza e svapora come goccia nell’aria densa di sguardi, via Chiaia si riempie di un brusìo che sale fin su nel cielo, sono i ragazzi che escono da scuola. Le spalle un poco curve sotto gli zainetti carichi di libri e le facce stanche di sonno, si spintonano ridendo fino a lì, e si fermano quando vedono il ragazzo dell’Est che lesto s’inerpica sulle corde della sua arpa magica.

C’è chi sbuffa perché a quell’ora ha solo fame, chi ha il calcetto e chi dice che il suo sogno è stato sempre poter suonare la chitarra e che quello lì è fortunato che sa suonare uno strumento così importante come l’arpa. Le ragazze sono abbracciate e qualcuna di loro tiene per mano la migliore amica, sorridono in silenzio, scattano le fotografie con gli smartphone come fossero ad un concerto allo stadio, uno di quelli dove il fiato caldo delle centinaia di ragazzi accanto a te intona magicamente lo stesso ritornello. C’è una di loro, bella, con gli occhi da cerbiatto sperduti fra ricci selvatici, non parla più, tiene le labbra appena socchiuse e sbatte le lunghe ciglia di tanto in tanto quando il musicista solleva lo sguardo dalle corde. Ma lui l’Elfo biondo non smette mai di suonare. Quanto tempo è passato? La ragazza non lo sa, ormai tutte le amiche sono andate via, forse è passata anche l’ora di pranzo, lei non ha fame, non ha sete, non è neppure stanca. E’ lì, immobile, rapita in una nube di note che tintinnano fra le ciglia e i battiti del cuore. Lui ha gli occhi azzurri come il cielo di montagna e l’aria di chi abbia vissuto già troppo eppure sulla pelle conserva un latteo candore che sembra non farlo appartenere a questo mondo.

Non lo sa con certezza perché non ha mai provato un sentimento così, una volta alle medie per il ragazzo della terza C, quello col ciuffo sugli occhi il cui sguardo era un mistero. Ma la musica la porta via, e non s’accorge che si è fatta sera e che il suo cellulare è da un po’ che squilla. Fruga nelle tasche e trova cinque euro, solo cinque euro, il prezzo del CD. Andrà a casa a piedi anche se è tardi ormai. Jakub stacca le dita lunghe dallo strumento, glielo porge e mette i soldi nella custodia. Poi sorride e solleva gli occhi al cielo, sorride sì proprio a lei, ne è certa.

Va verso casa con il CD stretto fra le mani e una promessa di felicità, dietro di lei qualche nota dell’arpeggio che come una coda sinuosa senza testa la segue.”Someone like you”.

Jakub Rizman artista di strada, arpista che regala un sogno d’amore da portare nelle nostre case per soli cinque euro.

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da Avanguardie

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