A Santa Maria Capua Vetere parte il progetto “Spartaco & bio all’Anfiteatro campano”

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Quando la genuina e squisita ristorazione biologica sposa l’archeologia, sorgono stupende realtà come quella nata ufficialmente lunedì 10 giugno presso l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, sito secondo per dimensioni solo al Colosseo, ma al quale probabilmente servì come modello essendo stato, verosimilmente, il primo anfiteatro del mondo romano.

Il progetto, denominato “Spartaco & bio all’anfiteatro campano”, nasce grazie all’aggiudicazione della gara europea relativa all’affidamento dei servizi al pubblico condotta dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, per conto della Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta. In occasione dell’inaugurazione è stato anche presentato al pubblico il progetto/installazione per la piazza I Ottobre Omaggio a Spartaco, donato alla città da Pietro Lista, artista di fama internazionale, curatore del Museo dei Materiali Minimi MMMAC.

In cosa consiste? Ai tradizionali servizi di biglietteria e libreria si è deciso di affiancare laboratori teatrali, naturalistici e ambientali; sale studio e di lettura pubblica; wi-fi libero; libreria; artigianato tipico; design d’autore. Ma soprattutto, si è pensato di aggiungere a queste molteplici sfaccettature culturali anche uno spazio dedicato alla ristorazione e al social time, attraverso una caffetteria e la degustazione biologica, offerti dall’Associazione Amico bio, già nota a molti per il delizioso ristorante biologico operativo a Napoli da diversi anni: “Un sorriso integrale”. Come per la sede partenopea, anche quella capuana offre ai clienti un locale molto caratteristico – arricchito al suo interno anche da resti archeologici – e la gentilezza e la cordialità del proprio personale.

Dunque, grazie al progetto “Spartaco & bio all’anfiteatro campano” l’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere torna a vivere i fasti che più gli si addicono, dopo anni di degrado e di oblio. Del resto parliamo di una preziosa testimonianza preservata in modo quasi intatto di quella antica città che Annibale avrebbe perfino voluto capitale d’Italia; che i Romani stessi ritenevano con Cartagine e Corinto capace di reggere un impero; che Cicerone paragonava a Roma per la bellezza, per la disposizione razionale del suo impianto, per la regolarità delle sue piazze e delle sue strade; e che fu protagonista della rivolta di Spartaco.

L’Italia ha straordinarie ricchezze paesaggistiche, culturali e gastronomiche, che tutto il Mondo ci invidia. E che, se sfruttate a dovere, senza sprechi o squallidi tornaconti personali del politicante di turno, ci renderebbero il Paese più ricco del Mondo. Santa Maria Capua Vetere, nel suo piccolo, ci da’ un esempio di come si fa.

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da Avanguardie

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