Quando la Apple era pacchiana: le foto

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L’ Apple Inc., celebre azienda informatica statunitense, è famosa in tutto il mondo dai primi anni ottanta per i suoi computer Macintosh, i lettori di musica digitale iPod, il negozio di musica online iTunes Store, il popolare smartphone iPhone, e il più giovane tablet iPad.

La casa americana della mela vanta una folta schiera di seguaci –alcuni davvero fanatici, chiamati addirittura evangelisti Mac- che non perdono occasione per ricordare al mondo intero la superiorità del sistema operativo, dell’interfaccia grafica, della miriade di contenuti scaricabili, dell’assistenza puntuale e –soprattutto- del design.

Si legge Apple e si pensa subito: design minimalista, praticità d’utilizzo, cromature eleganti, pochi bottoni, superfici lisce. E in effetti l’associazione è giustificatissima, la sua forza sul mercato risiede molto probabilmente nella iconicità.

Ma non tutti sanno che il buon gusto e la ricercatezza del marchio americano costituiscono il punto di arrivo di un’evoluzione pacchiana più contorta di quanto potremmo aspettarci.

Un po’ come se il signor Apple di oggi, uomo distinto in giacca e cravatta, avesse alle spalle -come tutti- foto di momenti imbarazzanti della passata adolescenza, con indosso maglioni coloratissimi extra-large e un immancabile apparecchio ai denti. Sfogliamo insieme questo album fotografico, soffermandoci su quegli scatti che sicuramente il nostro gentiluomo non mostrerebbe ad un primo appuntamento.

Caschetti anni ’80, jeans a vita alta e una scia multicolore che culmina con la mela; ecco la perfetta famigliola, rigorosamente in Apple dalla testa ai piedi.

Una scrivania incasinatissima, con libri, un pesciolino rosso in una boccia, foto sparse, riviste, un bicchiere di latte e perfino la ruota del criceto. Notate qualche differenza con quest’altra, un filino più recente?

E ora il logo: da anticheggiante stemma in bianco e nero del 1976, passando per una mela arcobalenata negli anni ’80, fino ad arrivare ad un’icona nera, sobria come un’ombra.

Insomma, per essere un hipster in quegli anni, bastava indossare un maglione con la mela ed avere una scrivania normale.
Oggi, bisogna indossare un i-phone e palpare un supermouse senza fili. L’inversione di tendenza della Apple, con le sue nuove campagne pubblicitarie e il minimal ad ogni costo, rispecchia la naturale evoluzione tecnologica dell’era delle telecomunicazioni nella quale sguazziamo.

E pare che i sorrisi, i colori che fanno male agli occhi e gli imbrogli fisiologici siano stati rimpiazzati  da postazioni di lavoro asettiche, toni dal grigio metallo al nero e nessun posto per gli scarabocchi.

Fotografie di uno stile di vita più da robot che da umano.


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