A colpi di penna – La signorina M. e le ingiustizie estive

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ragazze-in-spiaggia«Chérie, credo proprio che smetterò di frequentare Riccardo» dice sospirando al cellulare la signorina M. poco prima che io salga su un aereo per Londra.

«Troppi complimenti destabilizzanti?» chiedo mentre avanzo verso il gate con il cellulare bloccato tra l’ incavo della mia spalla destra e la guancia corrispondente senza perdere di vista lo scorrere dei minuti.

«No, tesoro, questa volta i complimenti non c’entrano. Ieri  volevo correre al mare, stendermi al sole, dileguarmi nel vento e lasciar arrostire le guance.  Così ho invitato Riccardo in spiaggia. Lui prima ha replicato che il sole fa male e che sarebbe venuto con me solo quando mi sarei convinta a scegliere per la tintarella orari meno rischiosi. Poi, quando il cielo si è annuvolato, ha accettato l’invito con entusiasmo.

«Che tipo» commento.

«Sì, ma non è finita qui. Sulla spiaggia tirava vento, anche se per fortuna qualche raggio di sole filtrava comunque. Io ho sistemato l’asciugamano sul bagnasciuga, messo via il pareo e mi sono stesa speranzosa. Riccardo, invece, se ne stava immobile sulla sdraio con la maglia e i calzoncini. Se lo guardavo lui mi sorrideva e si giustificava con un “Tira vento”. Morale della favola a sera io ero bianca come il latte e lui assomigliava ad un peperone.

«Stai dicendo che si è abbronzato vestito?» e rido.

«Esatto, tesoro. Lo dico io che questo mondo è pieno di ingiustizie! Farò bene a mollare tutto e a raggiungerti a Londra».

La signorina M. è una donna di trent’anni, con la lingua lunga e lo sguardo acuto.

Commenta quello che la eccita, o la fa arrabbiare.

Ha il gusto di una parigina degli anni Venti (li ama) e lo humor di un’inglese in gonnella scozzese.
Quando busserà alla vostra porta, preparatele una tazza di tè e ne sarà contenta.

 

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