San Gregorio Armeno, cuore della città di Napoli

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Un evento prestigioso ad opera della Fondazione Valerio: presentazione di un libro su S. Gregorio Armeno nell’omonimo complesso monastico

Dicono che ogni città abbia un cuore. Il che è vero. Ed il cuore di Napoli non può che essere San Gregorio Armeno. Proprio in questa  chiesa, vero scrigno di arte e splendida teca di cultura e mistero legati al passato partenopeo, si è svolto il 30 maggio scorso uno degli appuntamenti più importanti dell’anno  legati alla storia culturale di Napoli: la presentazione del volume, curato nella sua redazione da Adriana Valerio, Nicola Spinosa e Aldo Pinto, “S. Gregorio Armeno. Storia, architettura, arte e tradizioni”, edito da Fridericiana EditriceUniversitaria, della Fondazione Valerio per la Storia delle Donne.

Il volume, che consta di 320 pagine, è una perla importante nel mosaico di testi legati all’arte partenopea. Infatti esso, oltre ad essere ricco per approfondimenti artistici, storici, critici e documentali di forte spessore culturale, è impreziosito dalle eccellenti fotografie di Luciano Pedicini, che già di per sé riescono a offrire un’ampia e doviziosa rassegna dei luoghi più interessanti e significativi del complesso monastico. Oltre l’immagine, che pure affascina, il volume rappresenta un’analisi attenta ed accurata di quanto afferisce la vita e la storia del monastero. Gli studiosi hanno “letto” il complesso monastico in tutte le sue sfaccettature, per rendere quanto più completa fosse possibile la vita che in esso si svolgeva.

Tutto è stato indagato, con rigore e passione, dalla ricostruzione del sito archeologico alla descrizione della vita religiosa del complesso, dalla storia dell’urbanistica e dell’architettura che lo riguarda a quella della scultura, della pittura e delle arti applicate, per finire addirittura alla storia del culto e della cucina. Calarsi nella lettura del testo è un po’ come entrare in altro tempo, in altre situazioni storico/culturali. Ma sempre con la “curiositas” che contraddistingue l’appassionato lettore.

Per avere uno studio così sapientemente articolato e artisticamente valido, si è fatto riferimento nella sua stesura agli studi compiuti in merito da Roberto Pane, uno degli esperti più esaustivi sul complesso monastico di San Gregorio Armeno. Gli studiosi che hanno poi collaborato alla realizzazione dell’opera offrendo la loro intelligente analisi, Nicola Spinosa, Giulio Pane, Adriana Valerio, Felice Autieri, Giovanna Greco, Francesco Pio Ferreri, Daniela Giampaola, Leonardo di Mauro, Aldo Pinto, GianGiottoBorrelli, Laura Giusti, Nicoletta d’Arbitrio, Gennaro Luongo, Angela Catello, Annamaria Bonsante, Vincenzo de Gregorio, Lucio Fino, hanno determinato la perfetta riuscita di un testo che rimarrà determinante nel percorso degli studi su Napoli e la sua ricchezza di storia e di arte.

In occasione della presentazione ufficiale dell’opera, la chiesa, aperta eccezionalmente al pubblico interessato, era gremita di personalità, di studiosi, ma anche di cittadini che amano la città e la sua storia e che, facendo appunto riferimento alle sue nobili origini, sono convinti della sua ri-nascita. Fra gli altri, la N. D. Arcidiacono Grimaldi, il Generale comandante regionale Landriani, il Col. Del Monaco con una rappresentanza di giovani soldati, il Direttore generale dell’Ospedale Santobono/Pausilipon A. Minicucci, il Direttore generale dell’Ospedale Gaslini di Genova, il Procuratore Lepore, la Fondazione Polis con P. Miggiano, gli arch. Zoena e Garzia, il viceprefetto di Napoli Cerni, il Presidente Formisano,  il dott. Speranza dell’Associazione “Mondo unito”, il dott. Denunzio, responsabile del patrimonio artistico del San Paolo Intesa ed altri illustri personaggi.

Ha aperto il pomeriggio di confronti sul tema, il Viceprefetto Silvana Rispoli, della Direzione centrale  per l’amministrazione del Fondo degli Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’Interno. A seguire la presentazione ufficiale della chiesa attraverso il messaggio di Monsignor Adolfo Russo, quindi l’intervento, piacevole nella sua dottrina, della prof.ssa Valerio, a seguire l’analisi raffinata di A. Pinto e L. Di Mauro e a conclusione l’appassionato messaggio di Nicola Spinosa.

Grazie all’opera attenta e generosa della Fondazione Valerio per la Storia delle donne ed al suo nobile fondatore Francesco, è stato un pomeriggio unico nel suo genere, particolare nel suo svolgimento, incorniciato da veri tesori d’arte di ogni tempo: sotto il soffitto a cassettoni di fattura straordinaria risalente al 1580, con le quattro cappelle costeggianti la navata centrale e sotto l’egida protettiva dei ricchi cinque organi, il tempo si è fermato, il “brutto” è sparito, la noia si è cancellata.

“Il bello ci salverà”, diceva Dostoevskij. È la speranza di Napoli e dei suoi cittadini perbene.

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