Sofia Coppola, regista agrodolce e The Bling Ring, l’ultima pellicola

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Con i suoi cinque film, Sofia Coppola si è imposta sulla scena cinematografica contemporanea con una forza distintiva così forte da non aver bisogno di presentazioni.

Specie se le presentazioni ce la pongono come figlia d’arte del leggendario regista italoamericano Francis Ford Coppola.

Le sue opere agrodolci toccano con sensibilità temi disparati, e possono essere divise in filoni diversi; quello della “trappola gloriosa”, caratterizzato da idoli viziati e imprigionati in un tormento introspettivo. Tra questi il famoso Lost in Translation, diventato un mini-fenomeno per tutti quelli che, almeno una volta, si sono sentiti tristi all’interno di un hotel. Marie Antoinette è invece più biografico, manifesta un periodo di stravaganza della regista nel quale l’anacronismo siede curiosamente accanto alla sua malinconia caratterizzante.

una scena di Somewhere, 2010

Con Somewhere del 2010 ritorna nelle sale col tema della solitudine e degli ospiti d’albergo, guadagnando il Leone d’oro a Venezia. Le malelingue sospettarono una raccomandazione: Quentin Tarantino, presidente della giuria, era l’ex-ragazzo di Sofia. Ma l’opera ha dimostrato i suoi meriti; è stata definita un’ubriaca dolce Vita felliniana.

“Ho pensato a Somewhere dopo aver iniziato a notare il desiderio di tutti di diventare famosi- ha dichiarato Sofia al quotidiano inglese The Guardian- cosa accade quando si arriva al top? Essere figlia di un regista famoso mi ha fatto capire come la gente sia attratta dalle celebrità”.

Le sorelle Lisbon de Il giardino delle vergini suicide, 1999

Poi ci sono gli altri film di Coppola che hanno come protagonisti i giovani, ne è un esempio il suo debutto in regia del 1999 Il giardino delle vergini suicide, sconvolgente e conturbante ritratto estivo delle sorelle Lisbon.

E l’ultimissimo The Bling Ring, già nelle sale statunitensi da marzo, arriverà in Italia il 19 settembre 2013. Emma Watson, -l’Hermione di Harry Potter- che Coppola ha voluto nel cast, interpreterà i griffati panni di Nicki Moore, aspirante modella di Los Angeles. Il film racconta la vera storia di un gruppo di ragazzi ossessionati dalle celebrità, noto appunto come The Bling Ring, che nel 2009 rubò milioni di dollari in gioielli a celebrità come Paris Hilton, Orlando Bloom, Rachel Bilson, Audrina Patridge e Lindsay Lohan.

Emma Watson in The Bling Ring, 2013

Figli della cultura della celebrità, i ragazzi sono stati paradossalmente aiutati nel commettere i furti dalla stessa fama delle star: con i siti on-line di gossip, aggiornati in tempo reale, i giovani ladri venivano a conoscenza della discoteca nella quale Paris Hilton stesse passando la notte, o dove si trovasse in quel momento Orlando Bloom per le riprese del suo ultimo film. Difficile essere scoperti.

Un paio di click, ed ecco la posizione esatta delle loro gigantesche ville su google map, un altro click, ed voilà il percorso consigliato per arrivarci. Alcune star non avevano attivato i loro allarmi high-tech; Paris aveva perfino lasciato le chiavi sotto il tappeto! (La Hilton ha adorabilmente concesso di girare alcune scene nella vera casa saccheggiata, comparendo per un breve cammeo nel film).

“Quando ho letto la notizia della band losangelina di ladri non ci ho prestato particolare attenzione –spiega Coppola- “poi un articolo intitolato Gli indagati indossavano Loubutins mi ha fatto pensare ci fossero gli elementi adatti per un divertente pop movie. Ho realizzato che quello che avevano fatto mostrava una straziante ingenuità. Questi ragazzi hanno messo a punto un piano diabolico, e hanno avuto il fegato di commettere i furti; non penso che un adulto lo avrebbe mai fatto.”

Alexis Neiers

Alexis Neiers -membro della vera Bling Ring- che ha ispirato il personaggio di Watson, ha definito il film scadente e approssimativo.

“Il suo punto di vista sulla storia è molto diverso –dice Coppola- li ho incontrati i ragazzi, e ho visto con i miei occhi la loro delusione nell’essere diventate star a questo prezzo, o almeno per queste ragioni. Alexis non voleva parlare alla stampa dei loro furti: sembrava pensare la volessero intervistare per dei consigli di stile, o qualcosa del genere. Il ragazzo parlava di quanti seguaci su facebook avesse guadagnato dopo il fattaccio. La loro prospettiva mostra quanto siano presi dalla fama di celebrità. Mi hanno confessato come una delle ragazze volesse rapire il cane di Paris; così ho introdotto questo aneddoto nel film. Non avrei mai potuto pensare a dettagli come questo”.

La regista, oltre ad aver interpretato Mary Corleone ne Il Padrino III (parte che le è costata un Razzie Awars alla peggior attrice non protagonista), è anche apparsa in alcuni video musicali, come Elektrobank dei Chemical Brothers e Funky Squaredance dei Phoenix, band nella quale il suo attuale marito Thomas Mars ne è il cantante.

Sofia in Star Wars I, la minaccia fantasma, 1999

“Mi piace provare cose disparate perché… beh, che ne sai con cosa sentirai una connessione? Per natura non mi sento un’attrice; non mi sento a mio agio”. Ha fatto anche una breve apparizione in Star Wars. “Sì, ero in Star Wars, ma la mia interpretazione era di poco spessore: mi interessava più visitare il set. Conosco George Lucas perché siamo cresciuti insieme, così ho pensato fosse divertente essere sul set, ma in un modo diverso, sullo sfondo”. E pare sia proprio questo il suo posto preferito dove stare.

Ed è sul set che dà vita a film come The Bling Ring: schegge  di luce che trapassano le fitte grate di una prigione, concreta o metaforica; ambienti tediosi e alienanti.

Uno dei momenti clou dell’ultima opera è drammatico ai limiti del plausibile: uno dei personaggi cancella dalla cerchia di facebook uno dei suoi amici. “Volevo sembrasse un affare di stato, un vero tradimento. Una volta qualcuno mi disse di essere stato cancellato da facebook, e anche se io non ci sono iscritta, ho immaginato quanto potesse essere traumatizzante”.

Nonostante qualcuno possa considerare i protagonisti di The Bling Ring dei superficiali bambini viziati, la compassione di Coppola trafigge irrimediabilmente gli stereotipi. “Mi piacciono, sono fuorviati. E per giunta sono giovani. Traggono tutto il loro modo di essere dalla cultura pop; come se seguissero una pessima dieta”.

Talentuosa e dalle origini italiane; Sofia Coppola risplende nei suoi toni agrodolci.

Le sue opere son confetti dal retrogusto malinconico.

E in attesa dell’arrivo in Italia di The Bling Ring, gustatevi il trailer originale del film.

 


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