Magico Sting-Every game you play

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Gordon Matthew Thomas Sumner, se questo nome non vi dice molto allora proverò a dirvene un altro: Sting. Tutti son cresciuti con qualche mito musicale o dello spettacolo, un poster alle pareti della cameretta, un sogno accucciato dentro le note di una canzone. Io ricordo bene quando mia sorella portò a casa un disco dei Police. Grigio con le facce di tre ragazzi ben in vista, quello al centro, bellissimo con due occhi che brillavano di luce azzurra anche attraverso il grigio nuvolo della copertina dell’ellepì. Era “Reggatta de blanc”, secondo album dei Police. Scoprii Message in a bottle e Sting… ero una ragazzina che entrava nella fascinazione del mondo della musica. Più di trent’anni dopo, quella fascinazione , quella magia che ti rapisce non è cambiata, così come non è cambiato Sting capace di evocare con la sua voce e con la sua musica, per due ore e passa, tutta la bellezza e la nostalgia del passato. In una serata carica di umidità che aveva minacciato il cielo di Roma dopo un temporale estivo nel tardo pomeriggio, ieri sera al Centrale del Foro Italico si è svolto il concerto che fa parte del tour Back to bass per rievocare i venticinque anni di carriera da solista di Sting, accompagnato dal suo storico chitarrista Dominic Miller, Vinnie Colaiuta alla batteria, David Sancious alle tastiere, Peter Tickell al violino elettrico- entusiasmante!- e infine la vocalist Jo Lawry. Emozionante come solo i veri musicisti sanno essere, Sting non ha bisogno di effetti speciali, di fuochi e fiamme, o di satelliti luminosi che circolino sulle teste del pubblico, a lui basta una t-shirt bianca su un pantalone nero attillato, il suo basso o la sua chitarra. Forza e carisma non sono scalfiti dall’età, classe’51, del musicista, che incanta la platea con la sua voce e tanti pezzi cantati insieme al pubblico e intervallati solo da qualche sorso d’acqua fra un brano e l’altro.
Un timbro di voce straordinario, caldo e ricco di esperienza, tanti i pezzi che accendono il pubblico da Roxanne a Desert Rose, a Englishman in New York, ma l’attimo sublime dell’esibizione di questo grandissimo musicista è sicuramente quando intona Fragile. Poi ogni tanto parla Sting, con delicatezza dice qualche parola in italiano, traduce il titolo di una canzone, incita il pubblico a cantare con lui.
Balliamo tutti, giovani e meno giovani, chi più sfacciatamente chi più nascostamente, le lucette rosse dei cellulari e dei tablet che scattano foto, brillano come lucciole, qualcuno limita la veduta, ma oggi si sa, se non filmi e fermi l’istante ti sembrerà di non essere mai stato lì. Amo la musica ma non mi muovo più per tutti i concerti, mi piace che sia un evento, per me stessa non perché lo dicano gli altri, e Sting è proprio un evento straordinario, gran classe, gran musica. Ma come è possibile che quella non la faccia?Ha fatto già due bis, non si può avere tutto dai…Eccolo che ritorna sul palco, l’ultima…la fa:  Every breath you take!

Every move you make
Every bond you break
Every step you take
I’ll be watching you

 

Every single day
Every word you say
Every game you play
Every night you stay
Magico Sting, grazie, grazie… I’ll be watching you !

 

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da Avanguardie

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