Carburanti alternativi: l’auto che va a caffè, e la moto che va a pupù

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Fitto di casa, luce, gas, bollette, mutui, finanziamenti. Perdersi tra i buchi del bilancio familiare è diventato oggigiorno sempre più facile. Complice la crisi, si rinuncia a qualcosa. Via la pay tv. Via il weekend sulla neve. Alle volte via addirittura il telefono fisso di casa: ci sono i cellulari. Si respira un po’, ma alle volte non basta ugualmente. Non ce la si fa. Spesso anche nelle sempre più rare famiglie dove si lavora in due.

La mobilità è, insieme alle necessità d’aver un tetto sulla testa, e di nutrirsi, un vero salasso per le famiglie. Secondo una ricerca del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l’auto nel 2011 è stata la voce più pesante nel paniere delle spese domestiche, superiore persino a quella per alimentari, con una incidenza del 15%.

Se si guardano poi le singole voci dell’esercizio di un’auto familiare, sgangherata quanto si voglia, si resta sorpresi dall’aumento del 170% del costo dei carburanti, dal 1990 al 2010, nonostante comunque si tenda a muoversi di meno, e a farsela più spesso a piedi. Così, tra bolli, manutenzioni, pneumatici, assicurazione obbligatoria e quel faro che comunque bisogna sostituire, l’auto è diventata nel tempo sempre più un lusso. E qualcuno corre ai ripari.

Intanto, evadendo l’obbligo di assicurarla: è questo il motivo, secondo la Polstrada, dell’incremento esponenziale delle omissioni di soccorso. Gli investitori temono innanzitutto di essere sorpresi senza il tagliando rca esposto sul parabrezza, il cui costo, secondo l’indagine ministeriale, è più che raddoppiato nel medesimo periodo di tempo.

Ma l’assicurazione non rappresenta che il 16% della spesa annua: la parte più cospicua è e rimane il carburante. Diesel o verde che sia, il combustibile incide sul nostro portafogli per quasi la metà di ciò che ci costa spostarci su quattro ruote in un anno. Ed è qui che s’innesta il fenomeno più interessante. Col proliferare di soluzioni alternative.

Dall’utilizzo di olio di colza miscelato in varie percentuali al diesel della pompa dietro casa (non fatelo: è un reato e rischiate di rompere un motore per risparmiare pochi euro), all’acquisto di vetture elettriche, sulla rete è un viavai di elaborazioni ingegnose, che vanno talvolta oltre ogni immaginazione.

Come la Car-Puccino, l’automobile che va a caffè macinato. Costruita dallo staff del programma britannico Bang goes the theory, ha percorso i 380 chilometri che separano Londra da Manchester utilizzando settanta chili di caffè, cinque chilometri al chilo. E nemmeno piano: arriva a fare i cento all’ora.

E che dire allora della Toilet Bike, la motocicletta costruita da Toto, una delle maggiori industrie giapponesi di sanitari? In grado di ricavare biogas dalle feci umane, il veicolo promette di riportarvi a casa vostra dal ristorante. Se avrete la pazienza d’aspettare d’aver digerito, in modo da poter fare il pieno. Zero emissioni, ma forse non il mezzo ideale per una romantica uscita di coppia. A San Valentino, quindi, tenetela in garage, a meno che non siate una coppia talmente rodata da potervi tranquillamente mandare, reciprocamente e senza colpo ferire, a… far benzina.

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da Avanguardie

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