Il mio Natale più bello

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Mi ricordo i natali passati in famiglia: dopo la messa di mezzanotte s’andava a mettere il bambinello nella grotta del presepe, attenti che la paglia non lo coprisse mentre una statuetta della madonna pitturata a mano sembrava avere due occhi più rossi d’un tossico il sabato notte. Poi si dormiva. Sì e no un paio d’ore.

presepePoi sveglia di buon’ora, colazione a pandoro e latte riscaldato, regali sotto l’albero e urla di bambini festanti, giro dei parenti e tanti auguri e buon Natale e felici festività, pranzo a rimpinzarsi fino ad essere più pieni d’una cella d’un qualunque carcere italiano. Stravaccamento sul divano in attesa d’una serata a sballarsi, ancora una volta, con qualche ritrita pellicola natalizia, oppure multisala gremito con pop corn e hot dog grondanti maionese e macchianti camicie.

Alla faccia vostra, quest’anno non ci sarà più nulla di tutto ciò. E fanculo a tutto e a tutti, Natale compreso.

hemingway8Niente messa di mezzanotte. Sono agnostico da quando avevo meno di vent’anni ma stavolta, per la prima volta, non mi coinvolgerete e non entrerò in nessuna chiesa. Piuttosto un paio di whisky senza soda ma col rock’n’roll a tutto volume. Qualche pagina d’un romanzaccio di Hemingway, meglio se di quelli riflessivi che non si capisce niente che tanto, coll’alcol in testa, tutto fa brodo. Cohiba di venti centimetri e camino acceso che sì, oggi è Natale, e chi se n’importa delle spese per il riscaldamento.

Niente bambinello sul presepe, piuttosto una smozzicata preghiera a quel figlio d’un dio remoto che voi tutti celebrate ignorandolo palesemente: grazie di esserti tolto dalle scatole, ché tanto a Natale sono meglio le luci e i regali e i panettoni e il torrone e le veline che ballano col sedere di fuori ma in testa il cappellino di Santa Claus e il tuscendidallestelle cantato a gran voce da un coro di bambini più stonati di un gruppo d’ubriaconi all’Oktoberfest.

earl greySi dorme. Tra le cinque e le sette ore. Ogni tanto mi sveglia lo squillo del cellulare che, dopo l’ingorgo di mezzanotte, mi fa giungere gli essemmesse col ritmo d’un ufficio postale: lento ma regolare. Non faccio in tempo a prendere sonno che messaggini d’auguri d’amici conoscenti esercizicommerciali ettuchidiavolosei si rincorrono festosamente rintoccando gaiezza nel silenzio all’interno del quale avrei voluto contemplare il mio mal di testa postsbronza.

Mi sveglio, chettantononriuscivocomunqueadormire. Emicrania perpetua. Si combatte con una bustina di antinfiammatorio, rigorosamente a stomaco vuoto, così, giusto per rovinarci ancora un po’. È la mattina di Natale. Colazione con Earl Grey allungato con scotch da discount e un cucchiaio di miele millefiori e, massì, una bella carbonara mi va proprio. Non ho pancetta in casa, mi faccio bastare il grasso molliccio di quei duecentocinquanta grammi di prosciutto crudo più due wurstel tagliati a pezzetti. Per secondo avevo conservato un po’ di costolette d’agnello, ché non sarà Pasqua ma è sempre una goduria.

te piace o presepe natale in casa cupiello eduardo de filippoSenza togliermi il pigiama torno sul divano e, su un canale che non ha copertura per arrivare agli estremi della provincia, non mi capita un De Filippo con il presepe che a lui piace tanto e al figlio no? Spengo tutto ed è Janis Joplin e i Rolling Stones e quel pezzo di Tanita Tikaram che mi piace tanto, mentre la batteria del mio cellulare delirante si abbandona nei suoi ultimi tratti di lucidità.

È una grande occasione, quest’anno niente Mamma ho perso l’aereo o Una poltrona per due. Si stappa un Ferrari riserva. Quel Dio che forse non esiste benedica il Trentino Alto Adige e tutte le regioni autonome. Buon Natale a tutti.

Polizia. Sono in arresto e c’è pure un’aggravante: ho festeggiato il Natale dopo aver assassinato mia moglie, i miei figli, i miei genitori e trentasei parenti assortiti ormai non più festanti. L’agente mi conduce alla cella guardandomi con gli occhi di chi fa il proprio dovere ma, lo so, sotto sotto m’invidia.

 

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da Macchiato

Marcelus, Alejandro, Marcus e Dimitri1
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