Fabrizio Corona e la vergogna di essere italiano

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Fabrizio Corona in una puntata di "Matrix"

Fabrizio Corona è stato condannato a tre anni e otto mesi dal tribunale di Milano per i reati di estorsione e tentata estorsione da inquadrare nello scandalo “Vallettopoli”.

I giudici condannano anche il collaboratore di Corona, Marco Bonato, a 2 anni e quattro mesi.

“Un uomo accecato dai soldi”, così lo definì lo stesso pm Frank Di Maio il 28 Ottobre 2009 quando chiese per lui sette anni e due mesi di reclusione e l’assoluzione per Bonato.

I casi per cui il “fotografo dei vip” è stato condannato sono le tentate estorsioni ai danni del calciatore Francesco Coco, del motociclista Marco Melandri e di Adriano ex calciatore dell’Inter.

“Mi vergogno di essere italiano”, queste sono state le dichiarazioni di Fabrizio Corona all’uscita dell’aula e ancora “la scritta che dice la legge è uguale per tutti è falsa, tutte c….te ”.

Poi continua a dire che in Italia la libertà di stampa non esiste e che se va in galera lui ci devono andare i componenti di quasi tutte le agenzie fotografiche di Italia. Ma chi è questo signore che si vergogna di essere italiano? Fabrizio Maria Corona è nato a Catania il 29 Marzo 1974, figlio di Gabriella e del giornalista Vittorio Corona, direttore di Grazia, scomparso il 24 Gennaio 2007 poco prima dell’arresto del figlio. Da bambino si trasferisce con la famiglia a Milano e il primo dispiacere è la bocciatura all’esame di maturità, dove si presentò impreparato. Alla fine degli anni novanta frequenta i locali alla moda di Milano, dove conosce Lele Mora, agente di numerosi personaggi dello spettacolo, che lo assume come assistente. Nel 2001 sposa Nina Moric dalla quale ha un bambino, Carlos Maria, e fonda l’agenzia fotografica “Coronàs”, creando un mercato di scoop gossippari pilotati, che fanno leva sul danneggiamento dell’immagine dei vip.

La sua agenzia diventa una delle più importanti nel settore gossip. Nel 2007 viene fermato senza patente alla guida di una Bentley e aggredisce i carabinieri che eseguono il fermo. In aula rimane a torso nudo mostrando il fisico palestrato. Il 12 marzo 2007 la polizia lo arresta su ordine del gip di Potenza, Henry John Woodcock, titolare dell’inchiesta poi denominata “Vallettopoli”. Realizza un servizio fotografico che lo ritrae dietro le sbarre, scrive un libro “La mia prigione”, edizioni Cairo, che provoca l’ira della comunità intellettuale per la similitudine con “Le mie prigioni” di Silvio Pellico. Rimane in carcere fino al Maggio 2007, all’uscita dal penitenziario definisce Woodcock “un talebano”. Nel frattempo Nina Moric lo lascia, mentre lui scarrozza per Milano alla guida di una Mini Cooper intestata al calciatore del Milan Marco Borriello, ex fidanzato di Belèn Rodriguez, che diventa la donna di Corona. Il conto da pagare per Marco Borriello è salato: seimila euro in verbali con la Mini intestata a lui.  Il 3 Marzo 2008 viene arrestato dalla polizia stradale di Orvieto per spaccio di banconote false. Nella perquisizione della casa milanese viene rinvenuta una pistola e altre banconote false. Viene condannato a quattro mesi di reclusione e trecento euro di multa per detenzione e spedita di banconote false e per detenzione e ricettazione di una pistola. Pena convertita in una multa da 4560 Euro. Pagò con due banconote false anche il 28 Febbraio 2008 all’aeroporto di Fiumicino ritenute dello stesso stock di Orvieto. Il 9 Dicembre 2008 la Coronàs fallisce. Il 24 Marzo 2009 Corona è iscritto nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta.

Sesso, violenza e motori. Questo è il mondo di Fabrizio Corona che si definisce “il prodotto di quest’Italia”. Si vergogna di essere italiano? Un personaggio del genere che si nutre di attenzione mediatica andrebbe ripagato con indifferenza.

L’arroganza e la volgarità sono i tratti che hanno reso Fabrizio Corona un personaggio. Queste sono persone che non vanno viste nel sociale, fra gli amici, dove sono forti e la loro arroganza aumenta. Vanno viste quando è ora di andare in carcere, quando in carcere cercano l’essenza della vita con una lettera fra le mani, quando gli vengono respinti gli arresti domiciliari. Boss, guardiaspalle, ricattatori e truffatori quando è ora di andare in carcere sono tutti uguali. Piangono. Essere italiano non vuol dire essere così. Quanti di voi si vergognano di essere connazionali di Fabrizio Corona?

Mario Secondo

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Comments Closed

to “Fabrizio Corona e la vergogna di essere italiano”

  1. ric scrive:

    Sinceramente Corona non mi piace, ma non capisco il senso dell’ultimo paragrafo. Poi cosa voglia dire “queste persone non vanno viste nel sociale ” lo sai solo tu.

  2. monica scrive:

    e poi perchè ti sei rasato i capelli.secondo me la tua vita la definisci uno skifo!

  3. Mario Secondo scrive:

    Vuol dire che andrebbero viste quando sono da sole e a telecamere spente…..

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