“Scandalo” al Teatro Mercadante

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Lo spettacolo è in scena dal 24 gennaio al 29 gennaio

Sono Franco Castellano e Stefania Rocca i protagonisti di “Scandalo”, testo scritto nel 1898 da Arthur Schnitzler (uno scrittore, drammaturgo e medico austriaco). Lo spettacolo, con la strepitosa regia di Franco Però, è incentrato sulla storia d’amore tra Hugo, giovane rampollo dell’alta borghesia e Toni, una ragazza povera dalla quale ha avuto un figlio, che ha tenuto nascosto per cinque lunghi anni. Hugo, improvvisamente cade da cavallo e si trova sul punto di morire e chiede così alla famiglia come ultimo desiderio di accogliere il figlio e l’amante. Da qui nasce il vero “Scandalo” affrontato dalla famiglia di Hugo che crede di reggerne i contraccolpi. Toni, interpretata da Astrid Meloni, insieme al suo bimbo vengono accolti dalla famiglia di Hugo circondati d’affetto, tanto che la ragazza inizia ad immaginare una nuova vita. La presenza di Toni ben presto sarà soffocante: si allontanano gli amici, cambia il peso della famiglia nella società e sono proprio gli uomini ad essere i più ostili a questa situazione. Emerge la figura di Adolf Losatti interpretato dal magnifico ed ironico Franco Castellano nelle vesti di un capofamiglia terrorizzato di essere trascinato nello “Scandalo”. Contribuisce ad alimentare questo clima d’insoddisfazione intorno a Toni anche la morte del piccolo Franz. La prima serata di “Scandalo” al Teatro Mercadante di Napoli ha coinvolto tutto il pubblico presente grazie anche alla bravura degli attori della Compagnia del teatro stabile del Friuli Venezia Giulia: Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Federica De Benedittis, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana e Alessio Bernardi, Leon Kelmendi. Curata in ogni minimo dettaglio anche la scenografia a cura di Antonio Fiorentino e il gioco di luci di Pasquale Mari. I costumi sono a di Andrea Viotti e le musiche di Antonio di Pofi. Scandalo è uno di quegli spettacoli che porta a varie riflessioni: si parte dall’amore puro, a quello premeditato, dalla paura del diverso e la successiva contraddizione nell’accettazione. Uno spettacolo di due ore da non perdere e che entusiasmerà il pubblico.

 

 

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