33 centesimi al pezzo non sono un lavoro

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Si ricercano giornalisti blogger. Lavoro quotidiano, cinque articoli al giorno. Trovare notizie, scrivere, essere accattivanti e inventivi. Salario: 50 euro al mese, ovvero 0,33 centesimi ad articolo. Ma attenzione, tanta tanta possibilità di fare carriera. Il salario potrebbe aumentare in base a capacità e numero di visite del sito. Questo e altro in uno dei tanti annunci che girano in rete e che vi riportiamo qui sotto:

“Si ricercano figure che sviluppino almeno 5 articoli al giorno, di un determinato argomento che poi sarà scelto a seconda delle competenze, ricercando notizie, news, o qualsiasi argomentazione. Nel particolare, il candidato ideale, gestirà la parte degli articoli all’interno del sito, in collaborazione con un secondo elemento che svolgerà lo stesso compito. Col passar del tempo ci sarà la possibilità di “avanzare” da blogger a redattore, ovvero soltanto supervisionare il lavoro di un team di articolisti.

Ecco cosa si richiede: in totale si ricercano 10 blogger per la stesura e la pubblicazione di almeno cinque articoli al giorno, compresi sabato e domenica, che abbiano almeno un minimo di 100 – 150 parole. L’uso di WordPress come cms e l’inserimento di materiale multimediale, quali foto e video, per completare le informazioni della notizia pubblicata. Un uso medio/avanzato di Photoshop o programmi simili di ritocco fotografico. Spirito di iniziativa nel ricercare notizie, che dovranno poi essere scritte e riadattate al portale. Ottima conoscenza dell’uso dei social network quali Facebook, Twitter e Google+.

Il compenso si basa su scala meritocratica: si parte da un compenso di 50€ al mese + eventuali bonus, laddove per bonus si intende la popolarità e il numero di visite raggiunti dagli articoli, ma non solo. Ci sarà la possibilità, per gli articolisti/blogger più capaci, di passare alla qualifica di redattore nel giro massimo di 3 – 6 mesi. Questa possibilità, ovviamente, è condizionata dallo spirito di iniziativa, di partecipazione e soprattutto dalla qualità degli articoli scritti e pubblicati nel corso delle settimane. E’ dato per scontato che l’avanzamento a redattore porterà a aumenti di retribuzione.

Per candidarsi rispondere con dati anagrafici, lavori già svolti.”

Un annuncio come tanti altri. Scrivere è il lavoro dei sogni, diventare giornalisti pure, almeno per molti di noi. Quello che spaventa è sapere che ci sono persone che non provano vergogna ad offrire 33 centesimi ad articolo e che ci sono ragazzi e ragazze (e ammettiamolo, potremmo benissimo essere noi) che sono disposti ad accettare tutto questo.

Il giornalismo è un mestiere che si impara sul campo, ma con sudore e dignità. E 33 centesimi al pezzo non sono dignità, sono ancora meno dei due euro lordi di un pubblicista medio. Sono ancora meno di un caffè alle macchinette della scuola, della mancia al bar, del caffè in centro, di una biro, di un pacchetto di caramelle o di che so altro.

Siamo sognatori con tanta passione in corpo, ma la svolta accadrà quando avremo la forza di capire che il cambiamento dipende da noi. No, i 33 centesimi non li accetto. Grazie. A queste condizioni no, perché  il giornalismo prima di essere un sogno deve essere un mestiere, ed essere ripagato come lo richiede un mestiere. Schiavi dei nostri sogni non vogliamo più esserlo.

Qui, i ragazzi de “Il Manifesto dello Stagista” fanno un duro e bellissimo lavoro quotidiano di segnalazione degli stage indecenti offerti in Italia. Ci ricordano ogni giorno che dobbiamo tenere alta la guardia e per questo non li ringrazieremo mai abbastanza.

 

 

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