Italia Reloaded, ripartire con la cultura
Tostato da Francesca Papais
Italia reloaded, ripartire con la cultura è un libro di Christian Caliandro (Storico dell’arte) e Pier
Luigi Sacco (docente ordinario di Economia della Cultura) che analizza la condizione della produzione culturale italiana, scorgendo nella rinascita di questa la possibilità di riscatto dell’economia italiana. Gli autori guardano all’Italia di oggi come ad uno zombie culturale, inconsapevole di se stesso e tendente a ripetere gli stessi antichi schemi in maniera sterile e ripetitiva puntando soltanto sull’autoconservazione di quelle che sono state le sue glorie passate, da salvaguardare e idealizzare impedendo che il tempo le trasformi. La riflessione muove da un interessante paragone tra il percorso di vita di un individuo e quello della società italiana, ripetutamente ferita dai traumi dei conflitti sociali che da sempre la caratterizzano: essa cerca di difendersi attraverso la rimozione, costringendosi così ad uno stato di nostalgica incapacità di innovarsi. Questo meccanismo infatti ha fatto sì che la società italiana non guardi mai a se stessa con consapevole memoria storica, in quanto questa le è divenuta scomoda e difficile da affrontare. L’Italia è imprigionata da almeno trent’anni in una condizione di amnesia collettiva e di paralisi creativa. E solo sconfiggendo la rimozione essa potrà rinascere, attraverso creatività e partecipazione.
“Molta della sofferenza della nostra condizione umana postindustriale nasce da un senso di apparentemente ineluttabile di negazione di possibilità, dalla sensazione di vivere in un mondo sempre più ricco di opportunità apparenti e sempre più povero di opportunità reali. Se la cultura riuscisse a divenire il contesto esperienziale nel quale le persone imparano a creare possibilità per se stessi e per gli altri investendo sul proprio potenziale di sviluppo umano (…) le politiche culturali potrebbero divenire una delle colonne portanti di una politica di welfare realmente moderna ed efficace.”
Gli autori auspicano una trasformazione dell’esperienza culturale che da passiva (il turista che visita un città d’arte preconfezionata ad hoc affinché tutto sia esattamente come si aspetta) divenga proattiva, ovvero che risvegli la creatività e che sviluppi gli strumenti cognitivi del fruitore. In questo modo la produzione culturale potrebbe risvegliarsi fungendo da volano ad una ripresa dell’innovazione.
Si tratta di un libro molto interessante per la lucidità con cui guarda all’evoluzione della produzione culturale italiana ed al suo stato di attuale pietrificazione, indagato attraverso le parole chiave nel campo dell’economia dell’arte quali convegno sulla cultura, città d’arte, evento culturale, marketing territoriale e piano strategico. Insomma, una ventata di possibilità tutte da scoprire.














