E se l’orto lo coltivassi in città?
Tostato da Angela Marino
Le aree verdi come luogo di riappropriazione dello spazio pubblico, di condivisione di esperienze comuni, come occasione di praticare attività manuali che riportano in contatto con la terra, che ripropongono il ciclo vitale del: seminare, coltivare raccogliere. 
In Europa quello degli orti e giardini condivisi in area urbana è un trend, così come lo è in America, dove immense aree edilizie sono state rase al suolo e riconvertite in spazi verdi di cui sono i cittadini a prendersi cura. Anche in Italia cominciano a vedersi gli effetti dell’onda verde: nella capitale sono sempre più numerosi gli spazi verdi gestiti collettivamente.
“Zappata romana”, Progetto di StudioUAP, Urban Architecture Project, nato nel 2010, ha censito nella città di Roma novanta realtà tra orti e giardini condivisi autogestiti, nati dalla voglia dei cittadini di ridare vita agli spazi verdi in stato d’abbandono. L’associazione, che si occupa di ricercare e promuovere attività di gestione collettiva degli spazi verdi, ha contribuito a creare una mappa virtuale di queste aree, disponibile sul sito http://www.zappataromana.net/. Per ogni area c’è una foto e una descrizione. Chi volesse adottare uno spazio verde, inoltre, trova sul sito un manuale che segnala le procedure da attuare presso il Comune.
Alla base di queste iniziative green non c’è solo l’attivismo ambientale, ma la volontà di utilizzare gli spazi comuni per attività sociali quali il reinserimento in società dei lavoratori in mobilità, la riabilitazione dei disabili, i presidi di protesta. Senza contare che l’autoproduzione e l’autoconsumo possono essere un’alternativa valida in tempi di grave crisi economica, oltre a rappresentare un modello di sostenibilità praticabile.
L’onda verde promette di travolgere anche il Sud: a Palermo sono in corso i lavori per il Parco Uditore, sostenuto dalla regione Sicilia e promosso dall’associazione Parco Uditore. Mentre a Napoli un gruppo di cittadini indipendenti chiamato “Friarielli ribelli” si prende cura quotidianamente degli spazi verdi in stato di abbandono, mettendo in atto pacifiche “azioni di guerriglia”, come essi stessi le definiscono, armati di vanghe, zappe e del loro senso civico. Questi giovani “giardinieri combattenti” hanno non poco seguito sui social network e sono coadiuvati nelle loro attività dai commercianti delle zone i cui praticano le loro” azioni” e dai cittadini comuni, cui bastava, forse, solo il proverbiale buon esempio.













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