Videla, sessismo, matrimoni gay. Le ombre su Papa Francesco

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Come tutti ormai saprete, volenti o nolenti, il nuovo Papa è Jose Mario Bergoglio, Cardinale argentino di 76 anni, che già nel 2005 risultò secondo con 40 voti. Ha scelto il nome di Francesco, che ben incarna la sua semplicità e umiltà; ma soprattutto, la voglia di riportare la Chiesa su binari più modesti, diretta verso i più deboli. Papa Francesco dovrà affrontare molte questioni spinose: su tutte, gli scandali riguardanti la pedofilia e la finanza.

Sebbene venga etichettato come un riformatore, è fermamente contrario ai matrimoni gay. D’altronde appartiene all’antico ordine dei Gesuiti, molto tradizionalista. Non mancano inoltre critiche al suo operato in Argentina durante la dittatura di Videla, nonché per alcune sue dichiarazioni sessiste contro l’impegno delle donne in politica.

Come riporta il Corriere della sera, Bergoglio dal 1973 al 1979 condusse per quattro anni la comunità gesuita locale. Un periodo che coincide con gli anni sanguinosi della dittatura militare argentina, durante i quali circa 30.000 persone furono rapite e uccise. In particolare, c’è un libro che lo accusa duramente: «L’ isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina», edito in Italia da Fandango, scritto dal giornalista argentino Horacio Verbitsky.

L’episodio più noto è quello relativo al rapimento di due gesuiti, Orlando Yorio e Francisco Jalics, da parte del governo militare. I due furono segretamente messi carcere per il loro impegno nei quartieri poveri. Secondo il libro, fu proprio Bergoglio a ritirare la protezione sui sacerdoti, dopo che i due si rifiutarono di interrompere le loro visite nelle baraccopoli della città. Una scelta che condusse alla loro cattura e alla loro reclusione, che si protrasse per cinque mesi.

Chi lo difende afferma che, al contrario, durante il governo dei militari Bergoglio avrebbe aiutato molti dissidenti a fuggire.

Veniamo alla questione sessismo. In una dichiarazione del 2007 riportata, tra l’altro, anche da Libero, il gesuita, commentando la candidatura alle presidenziali argentine di Cristina Kirchner, si era lasciato andare a delle riflessioni ritenute “sessiste”: “Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L’ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l’uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell’uomo, ma niente più di questo“.

Il cardinale sempre in quell’occasione aveva poi sottolineato quanto fosse necessario “avere memoria: abbiamo avuto una donna come presidente della nazione e tutti sappiamo cosa è successo“, facendo riferimento all’ex presidente Maria Estela Martinez de Peron.

Parole pesanti, inequivocabili, che sicuramente non passeranno inosservate.

Infine, per quanto concerne i diritti dei gay, Bergoglio ha fatto capire come la pensa nel 2010, quando sfidò il governo argentino in occasione dell’approvazione del disegno di legge sui matrimoni gay (fonte ancora il Corsera): «Cerchiamo di non essere naive» – scrisse Bergoglio in una lettera alcuni giorni prima che il disegno di legge venisse approvato dal Congresso – «Questa non è una semplice lotta politica, è un tentativo di annientare il piano di Dio».

Bergoglio non è un Papa nero, né un progressista con la pi maiuscola. E alla guida del Vaticano, che ha bisogno come mai prima di essere riformato e ripulito, ci vorrebbe un pontefice “dal pugno di ferro”. Cosa che il modesto Bergoglio non dà l’impressione d’essere. Ma nonostante qualche aspetto non del tutto chiaro, il fatto che sia latinoamericano e che s’ispiri al poverello d’Assisi, è già un buon inizio.

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da Macchiato

Marcelus, Alejandro, Marcus e Dimitri1
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