A Napoli torna l’incubo dell’emergenza rifiuti

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Dopo un mese di agosto all’insegna dell’ottimismo, complice da un lato il progetto di trasferire i rifiuti all’estero e dall’altro l’utilizzo di alcuni impianti e discariche di Caserta e Avellino che ha permesso di ripulire appieno la città, a Napoli torna l’incubo dell’emergenza rifiuti. Infatti, entrambe le ancore di salvataggio rischiano di venire meno e riportare la città nel caos.

Per quanto concerne il primo aspetto, è arrivato un secco quanto pericoloso “no” della Germania ai rifiuti provenienti dall’impianto di Caivano, poiché quel tipo di rifiuti non può essere bruciato o recuperato in alcun modo. Le autorità del land di Brema, dove la Hwg dovrebbe smaltire la frazione umida ancora ammassata nello stir gestito da Partenope ambiente (la diramazione campana della A2A) hanno fatto notare, infatti, che l’unica destinazione finale possibile sarebbe la discarica. Soluzione però non compatibile con le norme tedesche.

Il problema è che dagli stir della Campania escono due tipi di materiali: la frazione secca che viene in buona parte smaltita nel termovalorizzatore di Acerra (anche questo affidato a Partenope Ambiente) e quella umida che ha come destinazione finale la discarica. Ed è proprio questo tipo di immondizia quella che nessuno vuole. La stessa Markab si era scontrata nei mesi scorsi con il no delle autorità spagnole dopo aver concluso un contratto per lo smaltimento della cosiddetta Fut nella discarica di Verinsur in Andalusia.
Ora si spera nell’Olanda, dove ogni settimana arriveranno navi contenenti 5mila tonnellate di rifiuti nel porto di Rotterdam. Secondo il vicesindaco Tommaso Sodano, le prime navi dovrebbero partire entro la fine del mese. Ma i passi ancora da muovere non sono pochi, sia di natura burocratica che riguardante la preparazione dei rifiuti da imbarcare.

Nei prossimi giorni bisognerà innanzitutto formare il consorzio tra la SapNa e Asìa: toccherà infatti al nuovo ente provvedere all’iter burocratico e alla preparazione delle balle. Alle operazioni saranno addetti i 22 lavoratori del consorzio del bacino 5 che nel 2009 avevano rifiutato l’assunzione ad Asìa e che ora saranno recuperati con un contratto a termine andando ad aggiungersi agli altri ottocento dipendenti del Consorzio unico. Sarà poi necessario firmare il contratto con la società pubblica olandese che dovrebbe provvedere allo smaltimento della spazzatura made in Naples: al momento, infatti, c’è solo un pre-contratto. A quel punto si tratterà di mandare l’incartamento in Regione per il nulla osta che dovrà arrivare da palazzo Santa Lucia e dalle autorità d’oltremare. Allo stesso tempo bisognerà completare i lavori del sito di via Brin dove non sarà lavorato il tal quale, come previsto in un primo momento, ma saranno solo stoccate le balle in attesa di essere imbarcate sulle navi che le porteranno in Olanda. La preparazione dell’immondizia impacchettata potrebbe avvenire presso gli stir dove non dovrebbe essere separata (come avviene normalmente) ma solo tritata.

A rendere preoccupante lo scenario ci si mette anche il fatto che il prossimo 6 settembre perderà efficacia l’ordinanza del governatore Caldoro che ha permesso alla provincia di Napoli l’utilizzo degli impianti e delle discariche – non senza polemiche e proteste da parte dei Sindaci – di Avellino e Caserta. Inoltre, la differenziata, su cui la Giunta De Magistris punta molto, è decollata solo in alcune Municipalità.

Speriamo davvero di non rivedere Napoli immersa nei rifiuti, ci eravamo già abituati a rivederla senza. Anche perché i tanti detrattori di de Magistris, tanto a destra quanto a sinistra, aspettano solo questo…

Luca Scialò

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